Buongiorno vede il Torino: come procede il recupero dall’infortunio
La partita del cuore. Quella che sente in modo particolare. Alla quale non vorrà mancare. Si avvicina il rientro in campo di Alessandro Buongiorno. All’orizzonte c’è proprio la trasferta di Torino, sabato 18 ottobre alle ore 18, nello stadio dov’è cresciuto, a cui sono legati molti dei suoi ricordi. Per Conte sarà un recupero prezioso, per Buongiorno un giorno speciale nel club dove tutto ha avuto inizio. Aveva cinque anni quando si è legato ai colori granata che ha salutato solo l’estate scorsa per trasferirsi al Napoli. In un anno ha vinto lo scudetto e ora vuole tornare protagonista dopo l’infortunio rimediato alla quarta giornata.
Il nuovo stop
Buongiorno si era fermato dopo essere rientrato da poco. Stava carburando, Cagliari, Fiorentina e City per ricominciare, poi con il Pisa nuovo stop, nuovo problema muscolare accusato e nuovo esito dopo gli esami strumentali: «Lesione di basso grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra». Buongiorno è stato costretto a saltare - dopo la prima con il Sassuolo quando stava recuperando dal precedente infortunio - le sfide contro Milan e Genoa in campionato e quella contro lo Sporting Lisbona in Champions League. In totale, su 46 partite tra quelle dello scorso campionato e quelle di questa stagione, non è sceso in campo 20 volte. Ora vuole ritrovare una continuità che possa permettergli di imporsi come leader difensivo dopo averlo già fatto subito, pronti via, pochi mesi dopo il suo arrivo. Poi una serie di problemi fisici e ora il nuovo stop. Ma il peggio è alle spalle. La tabella di marcia prosegue e dice Torino. Otto giorni alla partita. Il tempo necessario per ristabilirsi del tutto.
Conte, le scelte in difesa
Conte si affiderà anche a lui - aspettando Rrahmani - per ritrovare un clean sheet che manca dal 30 agosto, Napoli-Cagliari, seconda di campionato. Da allora almeno un gol subito a partita, statistica singolare per la squadra con la miglior difesa d’Europa nell’ultima stagione con appena 27 gol incassati. Buongiorno è pronto a sistemarsi di nuovo al centro del reparto per la gioia di Conte che comunque, con Juan Jesus, ha trovato un alleato prezioso, un altro fedelissimo dal rendimento garantito. L’ex Torino però ha caratteristiche uniche. Con la sua fisicità e rapidità accetta i duelli individuali, permette alla squadra di salire, di conquistare metri. Correndo all’indietro recupera in poco tempo campo e la posizione. Con Napoli, squadra e città, ha avuto un impatto immediato. Conte parlò di lui come di un possibile futuro capitano tra molti anni, elogio alla persona prim’ancora che al giocatore. La fascia l’aveva già indossata al Torino. Un’emozione unica, come la prima volta in A. Per amore dei granata, mai avrebbe accettato la Juve: lo disse in un’intervista. Non ha invece mai avuto dubbi sul Napoli.
La partita dei ricordi
Torino vale tanto per Buongiorno. Qualcosa si può racchiudere in cifre, come le 109 presenze in prima squa dra a cui aggiungere una cinquantina in Primavera e le altre nel settore giovanile, altro è custodito dai ricordi del bambino che diventa ragazzo e poi da adulto insegue, fino a raggiungerli, i propri sogni. Per Buongiorno sarà il secondo ritorno all’Olimpico Grande Torino dopo quello di un anno fa. Uno stadio che il 7 gennaio 2024 fu teatro di uno strano disegno del destino: Buongiorno segnò al Napoli di Mazzarri il gol del 3-0 di testa da corner e in tribuna a osservarlo c’era Conte. Pochi mesi dopo entrambi si sarebbero ritrovati in azzurro.
