Hojlund, con il Napoli insegue un risultato raggiunto solo una volta in carriera
Hojlund da record: otto gol nelle prime dieci partite giocate in stagione con il Napoli e la Danimarca, mai una partenza del genere nella sua carriera. Mai. Sarà l’aria di mare? Può essere. O magari semplicemente l’inizio di uno di quei periodi che ogni tanto arrivano e cambiano una carriera se sfruttati a dovere: di svolta, fasi di svolta, si chiamano così. Rasmus è piombato e s’è messo a correre, ma da un paio di settimane ha cominciato addirittura a volare: due reti allo Sporting in Champions, una al Genoa, due alla Bielorussa e una alla Grecia con la nazionale nelle qualificazioni al Mondiale. Totale: sei nelle ultime quattro uscite. Una serie notevole, altroché. Ma ce n’è un’altra aperta che potrebbe tornare estremamente utile alla squadra, da domani a Torino impegnatissima con la prima tappa del maxi ciclo di sette partite in ventidue giorni: se Hoj manterrà anche contro il Toro il ritmo realizzativo delle ultime due prima della sosta, eguaglierà la migliore versione di se stesso. Ovvero: in carriera, finora, soltanto una volta è riuscito a segnare in almeno tre presenze consecutive con la sua squadra di club in tutte le competizioni. Con il Manchester United in Premier, tra gennaio e febbraio 2024. Un’attesa lunga quasi due anni: un anno e otto mesi, per la precisione.
La cinquina
Tutti per Hojlund e Hojlund per tutti, insomma. E non è mica una questione da moschettieri, piuttosto il senso pratico del calcio: più segna il suo centravanti, capocannoniere del gruppo con 4 gol complessivi, più alte sono le possibilità che il Napoli continui a marciare svelto e vincente in campionato e in Champions. Provare per credere on the road: domani a Torino, martedì a Eindhoven con il Psv. Rasmus, c’è da scommettere, le giocherà entrambe dall’inizio così com’è accaduto dal debutto a Firenze alla sesta contro il Genoa. Un bel po’ di chance interessanti, insomma, per cercare di replicare la famosa serie inglese di cui sopra: il primo gol al Tottenham il 14 gennaio 2024 (2-2), poi uno al Wolverhampton, uno al West Ham, uno all’Aston Villa e due al Luton il 18 febbraio. Gli ultimi prima di un infortunio che lo escluse dalla sfida contro il Fulham e dal derby con il City: due sconfitte in fila dopo quattro vittorie consecutive e il pareggio iniziale con gli Spurs. Per la cronaca, in quello United c’era anche McTominay: nessun assist a Rasmus o viceversa, ma un paio di gol seminati in giro anche da McT nel periodo.
Il futuro
Quella serie durò un bel po’: sei gol in cinque partite. Da quell’inverno inglese, però, Hojlund non è più riuscito a trovare la rete per tre volte consecutive: l’autunno napoletano, insomma, potrebbe diventare la stagione di una svolta. Della maturità: Rasmus è considerato una sorta di predestinato da quando aveva diciotto anni e giocava nello Sturm Graz, ma l’idea è che il Napoli rappresenti la vera tappa cruciale della sua carriera. Sì, molto più dello United: a Manchester ha trovato una situazione di squadra complicata e delicata che ha influenzato il rendimento di tutti i singoli, mentre ora è nelle condizioni ambientali migliori e con l’allenatore giusto per esplodere definitivamente. Tra l’altro è ancora giovanissimo: compirà 23 anni il 4 febbraio. Non è un caso che il Napoli abbia deciso di investire su di lui: 50 milioni complessivi, 45 per il riscatto che diventerà obbligatorio con la qualificazione alla prossima Champions. Sì. Ma l’idea, formule a parte, è che sia già lui il centravanti del futuro.
