De Bruyne e la scelta sull'operazione. Il centrocampista ha un obiettivo da centrare
La diagnosi dell’infortunio rimediato da Kevin De Bruyne al minuto 33 di Napoli-Inter, calciando il rigore dell’1-0, è una riga di scienza medica che produce un dolore forse peggiore di quello avvertito da Kevin al momento del tiro: «Lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra». Dieci parole che valgono dieci coltellate considerando che, ad agosto 2023, era stato operato esattamente allo stesso muscolo: all’epoca perse quasi cinque mesi di calcio e 29 partite, 28 con il City e una con il Belgio, mentre questa volta i tempi di recupero si aggirano tra i tre - nella migliore delle ipotesi - e i quattro mesi. Molto dipenderà dalla reazione dell’atleta di 34 anni, già sofferente in passato nella stessa zona muscolare, e del corpo all’intervento: a differenza di Lukaku, che ha scelto la terapia conservativa, Kevin si affiderà alla chirurgia come nel 2023. Ieri è già rientrato in Belgio e domani sarà operato in una clinica di Anversa dove poi, come Romelu, comincerà la riabilitazione. Tutte decisioni prese in accordo con il Napoli e finalizzate a non perdere il Mondiale americano: De Bruyne ha il grande obiettivo di finire la stagione con il club e poi di giocare la quarta Coppa del Mondo della sua straordinaria carriera. E dunque, ha fretta di tornare.
