Anguissa fuori dieci settimane, ma continua la trattativa con il Napoli per il rinnovo
Tutto, tristemente, previsto. Piovono guai sul Napoli, un diluvio, una tempesta di sfortuna, una goccia cinese tira l’altra tra onde altissime: l’ultima ha travolto Frank Zambo Anguissa, il totem del centrocampo, una delle colonne del tempio che ora dovrà stare fuori per più di due mesi. Una decina di settimane, o giù di lì. Proprio nel momento peggiore, di confusione e incertezze acuite dall’assenza di Conte: «Anguissa, infortunatosi in nazionale, si è sottoposto a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il calciatore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo», l’inesorabile nota del club. Un centrocampo sbriciolato dalla rivoluzione dei bicipiti femorali: quello destro ha eliminato De Bruyne fino a un tempo non ancora definibile ma comunque abbastanza lungo da trascinare il recupero alla fine dell’inverno, mentre l’altro ha tradito Frank al primo allenamento del primo giorno con il Camerun a Rabat, in vista della partita contro la Repubblica del Congo per andare al Mondiale. Entrambi torneranno nel 2026.
Infortunio Anguissa: quali partite salterà
A conti fatti, Anguissa salterà una serie di partite tanto lunga quanto fondamentale su quattro fronti: campionato, Coppa Italia, Champions, Supercoppa italiana. E di conseguenza darà forfait anche in Coppa d’Africa, in agenda dal 21 dicembre - a ridosso della finale di Supercoppa a Riyad - al 18 gennaio 2026 in Marocco. Proprio l’angolo di mondo in cui s’è infortunato martedì. Nell’ottica del Napoli, dicevamo, mancherà tanto per cominciare dopo la sosta contro l’Atalanta, sabato prossimo al Maradona, e a seguire con il Qarabag, la Roma, il Cagliari in Coppa Italia, la Juventus di Spalletti, il Benfica, l’Udinese, il Milan a Riyad, nell’eventuale finale successiva, con la Cremonese, la Lazio, il Verona, l’Inter, il Parma, il Sassuolo, il Copenaghen. Tecnicamente, e contando alla rovescia da martedì, le dieci settimane scadranno in occasione della sfida con i danesi. Si vedrà, soltanto una proiezione: in questi casi, come sempre, tutto dipende dalla reazione individuale dell’atleta e del muscolo alle terapie e all’iter riabilitativo. Per la cronaca: Frank e il Napoli stanno anche discutendo il rinnovo.
Anguissa, una mazzata per il Napoli: le alternative
L’aggettivo per definire la sua assenza, invece, non è ipotetico ma certificato: pesantissima. Un guaio enorme, grande quanto la leadership di un calciatore difficilmente sostituibile, se non addirittura insostituibile nell’economia del gioco della squadra. Del resto, è di uno dei migliori centrocampisti al mondo che parliamo. Completo, incisivo, decisivo in due fasi. Quattro gol e due assist in 15 partite tra campionato e Champions - 14 da titolare -, un impatto che probabilmente non ha eguali in questo Napoli. Una botta, una mazzata che aggrava le fragilità di un momento delicatissimo e caratterizzato da problemi di ogni tipo. Troppi, tutti insieme: non sembra vero, ma è così che stanno le cose. Nel breve periodo, e in attesa di capire le condizioni e i tempi del rientro di Gilmour, le soluzioni a disposizione sono due: Elmas e Vergara, talento del vivaio che Conte ha fatto esordire in Serie A al Mapei con il Sassuolo, alla prima di campionato, e che dall’epoca non ha più visto il campo. Poi, a gennaio, spazio a un mercato a questo punto inevitabile.
