Cosa rischia il Napoli per il caso plusvalenze: perché il club è tranquillo

La posizione della società partenopea a margine della vicenda che fa riferimento all'acquisto dal Lille di Victor Osimhen
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Aurelio De Laurentiis rinviato a giudizio per il reato di falso in bilancio l'accusa di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021, ma sul piano sportivo il Napoli resta tranquillo. Gli incartamenti sono sulla scrivania del procuratore federale Giuseppe Chiné dallo scorso aprile, ma la Procura ha valutato di non riaprire il caso, già giudicato in due gradi. Al centro del procedimento, presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma di Manolas nel 2019 e di Osimhen nel 2020 dal Lille.

Cosa rischia il Napoli per il caso plusvalenze: perché il club di De Laurentiis è tranquillo

I fatti fanno riferimento, in particolare, all'operazione Osimhen, con l'attenzione della Federcalcio nata nell'ottobre 2021. Sotto la lente d'ingrandimento della Covisoc, lo scambio tra il centravanti nigeriano e quattro giocatori (Karnezis, Manzi, Palmieri e Liguori) con il Lille. Oggi, la domanda più gettonata tra i tifosi azzurri è la seguente: il Napoli può essere punito? C'è solo un'ipotesi in cui la Procura Figc potrebbe ancora muoversi: qualora nelle carte dell'inchiesta di Roma ci fossero elementi, come intercettazioni o documenti, non trasmessi ad aprile in Federazione. In tal senso, il termine per la richiesta di revocazione tornerebbe a decorrere dal momento dell'effettiva conoscenza o ricezione dei nuovi atti. In teoria, se il Procuratore Chiné se avesse rilevato nuovi elementi, avrebbe potuto chiedere la revocazione del proscioglimento.

 


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