Napoli, otto partite tremende ma Conte oggi può tornare in vetta alla Serie A

La sfida casalinga contro l'Atalanta può rilanciare le ambizioni della formazione partenopea: il tecnico cambia modulo per tentare il sorpasso a Inter e Roma
Fabio Mandarini
4 min

NAPOLI - E ora, la verità. La partita con l’Atalanta, in programma oggi alle 20.45 al Maradona, racconterà al Napoli se tutto quello che è accaduto da Bologna in poi sarà servito a qualcosa. Dalla brutta giornata al Dall’Ara sono trascorsi tredici giorni, una pausa classica considerando la sosta, ma questa volta il tempo tra una giornata di campionato e l’altra è parso infinito, dilatato dai dubbi alimentati dall’eco delle parole di Conte e da tutto ciò che è accaduto in sequenza. Una serie di eventi singolari in genere, a cominciare dal lungo permesso concordato tra allenatore e club, e soprattutto per il Napoli da quando al comando c’è il signor Antonio: ci sono voluti i tweet di De Laurentiis per smentire i rumors su eventuali dimissioni e confermare la solidità del rapporto e giovedì, con il gruppo al completo, anche un confronto tecnico-squadra per chiarire tutte le criticità sollevate a Bologna. Sì, è davvero sembrato un tempo infinito, ma oggi si giocherà per dimostrare di essere ancora una squadra vera. E poi si replicherà martedì contro il Qarabag in Champions, di nuovo al Maradona: due partite in quattro giorni, dovrà venire fuori la verità. Sì: il Napoli dovrà raccontare a se stesso e al popolo se l’ampia parentesi di problemi tecnici e caratteriali aperta a Eindhoven potrà considerarsi ufficialmente chiusa o se la crisi interna lanciata dal discorso di Conte al Dall’Ara si trasformerà in una crisi vera e propria.

Napoli, Conte cambia ancora modulo

La certezza, un po’ paradossale alla luce del preambolo, è che la squadra è seconda in classifica con il Milan, a due punti dalla coppia di testa Inter-Roma: a conti fatti, battendo l’Atalanta potrebbe tornare in vetta da sola almeno per una notte, in attesa del derby di Milano e della trasferta dei giallorossi a Cremona. Insomma: è tutto apertissimo ed è cambiato sostanzialmente poco nonostante l’ultima sconfitta, il solo punto conquistato in due partite, la sola vittoria archiviata e il solo gol segnato nelle ultime quattro considerando la Champions. Il problema vero? Il Napoli deve tornare a essere se stesso. Il Napoli di Conte: un corpo e un’anima d’acciaio, un’intesa di ferro. Gli infortuni e la sfortuna, nel frattempo, hanno tormentato la squadra anche durante la sosta: l’assenza di Anguissa è una voragine. E allora, rivoluzione: ritorno al passato, 3-4-2-1; riposo per i più stanchi (Politano) e rilancio dei meno coinvolti che significa fiducia (Beukema e Lang). Qualcosa si muove, qualcosa sta cambiando. E tutto per rafforzare il gruppo.

Napoli, otto partite in 26 giorni

Le novità sono un bene: quella di oggi sarà la prima di un ciclo di otto partite tremende fino al 18 dicembre, ventisei giorni decisivi su tutti i fronti, Coppa Italia e Supercoppa comprese. Tanti gli incroci pericolosi: la Roma di Gasperini (30 novembre), la Juve di Spalletti (7 dicembre), il Benfica di Mourinho (12 dicembre), il Milan di Allegri (18 dicembre in Arabia). Ma prima di tutto c’è l’Atalanta. La Dea trappola: Juric è andato via e oggi sarà la prima in panchina del napoletano Palladino, dunque aria nuova e voglia di dare una bella scossa alla propria stagione. Proprio così: l’avversario è appena venuto fuori da una crisi ambientale e ha grandi motivazioni per superare quella di risultati. Per il Napoli è una trappola, appunto. O magari sarà la macchina della verità.  


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