Lukaku, il rientro slitta: cosa sta succedendo e le sue condizioni

Romelu è ancora in forte ritardo di condizione e ha bisogno di altro lavoro individuale prima di rientrare in campo
Fabio Mandarini
4 min

Romelu è tornato ai box. Non è pronto, è indietro dal punto di vista della condizione e servirà ancora tempo prima di rivederlo almeno in panchina come a Riyadh. La convocazione per la Supercoppa, la prima dopo l’infortunio del 14 agosto, aveva dato l’illusione di uno scatto verso il rientro in campo, ma poi fu lo stesso Conte a frenare proprio in Arabia: «Non ha un minuto», disse. Parole indicative seguite da fatti inequivocabili: Lukaku non entrò contro il Milan in semifinale e tantomeno contro il Bologna in finale, e a seguire non è stato convocato per l’ultima del 2025 in campionato contro la Cremonese. Ma non finisce qui: non sarà convocato per la trasferta di domenica con la Lazio e allo stato attuale sarà difficile rivederlo prima di quindici-venti giorni. Ovvero, salterà le prime tappe della maratona di gennaio (Inter compresa). Individuare con precisione una data di rientro, però, non è possibile ed è anche sconsigliabile considerando che le recenti previsioni si sono sistematicamente scontrate con una realtà diversa. E così non restano che due dati certi: il primo è che Romelu ha ancora bisogno di lavoro individuale; l’altro invece, è che dal 14 agosto a oggi sono trascorsi 141 giorni senza calcio.

Il Mondiale

Lukaku non gioca da quattro mesi e mezzo: ha saltato complessivamente 25 partite (16 di campionato, 6 di Champions, 2 di Supercoppa e una di Coppa Italia), collezionando appena due panchine in Arabia Saudita. L’ultimo gol e l’ultima partita ufficiale coincidono con una notte da sogno: quella del 23 maggio, quella dello scudetto (224 giorni a oggi). Pessime notizie anche in ottica nazionale: punta a giocare il prossimo Mondiale americano con il Belgio, esattamente come De Bruyne, ma in questo momento è davvero tutto in alto mare.

Le strategie

L’infortunio rimediato a Castel di Sangro nel primo tempo dell’ultima amichevole contro l’Olympiacos, una grave lesione al retto femorale della coscia sinistra, è un po’ il simbolo della stagione del Napoli: a dir poco sfortunata e inevitabilmente condizionata dalle assenze. Quella di Big Rom è stata addirittura decisiva, direttamente proporzionale all’importanza che ha sempre rivestito nel sistema di Conte: ha già orientato il mercato estivo con la sua uscita di scena e ora potrebbe tracciare anche la strada di quello invernale insieme con Lucca. In ogni caso, Lukaku è destinato a incidere sempre sulla vita della squadra. In questa fase, Hojlund è l’unico centravanti della rosa a vivere una situazione definita e priva di incertezze, e con tutti gli impegni che la squadra dovrà affrontare da domenica al 28 gennaio, dalla Lazio al Chelsea, dal campionato alla Champions, non è certo il massimo per Conte. Lucca sta bene ed è assolutamente a disposizione, sia chiaro, ma è anche finito al centro del mercato: la sua professionalità e l’impegno non sono minimamente in discussione, ma va da sé che l’orizzonte non tornerà totalmente limpido fino a quando i dubbi sul prossimo futuro non spariranno.


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