Napoli contro i fantastici 4 dell'Inter: Conte ha solo Hojlund per impedire la fuga di Chivu
La solitudine del numero nove con i capelli biondi e gli occhi azzurri golfo è l’appendice tecnica al discorso sulle differenze con i top club italiani, pronunciato da Conte a Cremona: solo che a un giorno dalla sfida di San Siro, il vero gap non riguarda storia, strutture e ricavi ma gli uomini. La sintesi della vigilia di uno scontro diretto per lo scudetto che può lanciare l’Inter a +7 o riportare il Napoli a -1, è tutta nella fotografia delle soluzioni offensive: Conte sta preparando la partita con il solo Hojlund al massimo della condizione psicofisica in attacco. Unico esemplare: il grande ex Lukaku è fermo da agosto e Lucca è in uscita dopo un girone mai convincente. Come se non bastasse anche Neres, il vero partner di Rasmus, è in forte dubbio dopo l’infortunio alla caviglia sinistra di sei giorni fa contro la Lazio. Chivu, invece, ha solo il comodo imbarazzo dell’abbondanza: può scegliere la coppia del suo 3-5-2 pescando tra Lautaro, Marcus Thuram, Pio Esposito e Bonny; e se anche sbagliasse in partenza, avrebbe tanti correttivi collaudati per rimediare. Se consideriamo che finora, a parità di reti subite (15), la sostanziale differenza dei numeri di Inter e Napoli in campionato sta tutta nella produzione dei gol (40 contro 28), la risoluzione dell’immagine degli attacchi è 4K. Quattro contro uno. Hojlund contro tutti.
La radiografia di Inter-Napoli
Questa volta anche il più irriducibile diffidente verso Conte deve arrendersi all’evidenza: il Napoli ha dimostrato di avere sette vite, esattamente come il suo allenatore, ma domani arriverà a San Siro nella peggiore delle condizioni possibili per numero di indisponibili (Ambrosino, Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Lukaku), illustri precari (Neres) e di conseguenza soluzioni. Chivu, invece, recupera tutti tranne Dumfries. E per quanto il buco a destra sia largo e profondo, senza l’olandese volante in campionato sono arrivate sei vittorie consecutive dopo l’unica sconfitta nel derby con il Milan. Gol realizzati: 14. Che sommati ai precedenti fanno 40: miglior attacco del campionato. Con una delle migliori versioni di Lautaro, capocannoniere con 10 gol (14 totali). Certo, anche l’Inter ha giocato un mese senza Thuram, autore di 6 gol in 13 presenze, ma l’impatto di Bonny (4), la crescita esponenziale di Pio (1 e 3 assist) e il supporto di gente come Calhanoglu (6), Dimarco (3) e ora del rinato ex Zielinski (2), certifica le ambizioni e i piani di fuga. Milan permettendo, sia chiaro.
Amarcord
Hojlund, il miglior cannoniere del Napoli in tutte le competizioni con 9 gol, ne ha segnati 6 in Serie A: quanto il tandem dei secondi dell’Inter. Senza poter mai riposare, tra l’altro, per ovvi motivi: troppo importante per una squadra che dal 22 novembre ha due centrocampisti contati, Lobotka e McTominay, ed è priva da tempo di De Bruyne e Anguissa. Simbolicamente alle spalle di Rasmus con 4 gol nella classifica di squadra, nonostante siano fermi dal 25 ottobre e dal 9 novembre. Il Napoli ha il terzo attacco del torneo con 28 reti ma frontman come McT e Neres ne hanno segnate appena 3, una in più dell’eterno Spinazzola e due più di Lucca e Lang. Ovvero: un centravanti e un’ala sinistra molto offensiva, il secondo e il terzo acquisto più ricco del mercato estivo. Curiosità: la percentuale di trasformazione dei tiri in porta è quasi uguale, ma l’Inter tira di più e anche meglio dell’indice di xG. Ultima nota: l’attaccante esordiente in Serie A dell’Inter è Pio Esposito, un predestinato; quello del Napoli è Ambrosino, un talentuoso giovanotto impiegato appena 35 minuti e ora pronto a trasferirsi al Venezia. Giocavano insieme in Under 20 e in Under 21.
