Napoli, che fatica con le piccole: quanti sono i punti persi finora da Conte e quanto possono pesare

Il Parma ma non solo: ecco come nasce il ritardo azzurro in classifica
Fabio Tarantino
4 min

Dieci punti che non tornano più, che sanno di rimpianto per il Napoli nella rincorsa verso la vetta. Dieci punti persi contro squadre sulla carta alla portata, quelle che sinteticamente vengono definite da «parte destra della classifica» e che invece, al Maradona o in casa proprio, hanno gonfiato il petto impedendo al Napoli di conquistare terreno su cui far fiorire le proprie ambizioni. Il Parma di Cuesta si aggiunge all’elenco che, da inizio campionato, comprende anche le sconfitte di Torino e Udine e il pari della scorsa settimana sempre a Fuorigrotta contro l’Hellas Verona. Dieci punti potenziali lasciati ad altri che rischiano di pesare nel totale di una classifica che per il momento resta comunque provvisoria con ancora (quasi) un intero girone di ritorno ancora tutto da vivere. Ma adesso i punti cominciano a pesare e certi calcoli iniziano ad avere un senso.

Napoli, le cadute con le piccole

Effetto «partite trappola» per il Napoli, termine utilizzato da De Laurentiis dopo la Supercoppa vinta a Riyadh contro il Bologna. In quell’occasione il riferimento di Adl era alla sfida contro la Cremonese poi vinta agevolmente per due a zero. Ma la trappola, appunto, era dietro l’angolo. Due partite in casa e appena due punti per il Napoli contro Verona e Parma nel momento clou della stagione, nel bel mezzo del tour de force con sfide ogni tre giorni e con il ritorno della Champions alle porte. Due punti, due gol fatti e altri tre annullati: i due col Verona di Hojlund e McTominay e poi ancora quello di Scott ieri, sempre per fuorigioco come con l’Hellas. A differenza del Verona, che nel primo tempo aveva segnato due gol mostrando anche coraggio e intraprendenza, il Parma ieri si è difeso, ha retto l’urto, raramente è uscito dal guscio creato a supporto di Rinaldi e alla fine ha esultato per un punto che fa morale e classifica. Per il Napoli, invece, l’amaro in bocca di un’altra occasione persa davanti ai propri tifosi. Sabato si torna a Fuorigrotta e sarà vietato sbagliare.

Napoli, quanti rimpianti

La prima vera chance fallita, per gli azzurri, era stata quella del 18 ottobre con la sconfitta di Torino decisa dal gol dell’ex di turno, il Cholito Simeone. Anche lì gol segnato e poi annullato: quello di Lang. Tre punti persi, gli stessi lasciati in Friuli poco prima di volare in Arabia per la Supercoppa: il 14 dicembre il Napoli perde con l’Udinese per 1-0, altro risultato secco per un’altra partita alla fine decisa da episodi e, soprattutto, dal super gol del solito Ekkelenkamp, in rete anche lo scorso anno al Maradona. Sei punti persi fuori, quattro in casa, dieci in totale contro squadre che, nelle ipotesi d’inizio anno, quelle che spesso tradiscono e ingannano, potevano sembrare morbide, cortesi, alla portata del Napoli. Così non è stato, è anche questo il bello del calcio. Ne fa le spese che il gruppo di Conte ha già sprecato diversi bonus e ora dovrà ridurre al minimo le proprie frenate per continuare a restare aggrappata alla vetta. 

 

 


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