Napoli, sentimento e orientamento

Leggi il commento sul momento degli azzurri, reduci da tre pareggi di fila in Serie A e scivolati a -6 dall'Inter capolista
Mimmo Carratelli
Mimmo Carratelli

5 min

Pubblicato il 16.01.2026, 09:13

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Chiamato a giocare per lo scudetto, il Napoli non è stato mai così lontano dalla vetta come questo -6 dall’Inter dopo venti partite. Il problema è che le soluzioni sono finite e il gruppo azzurro s’è ancora più ristretto. Conte ha ritoccato tre volte il modulo di gioco per arrivare alla migliore formazione possibile. Non ha altre chance di cambiamento. Ha fatto il massimo per superare anche le emergenze, tra assenze e infortuni. Il gruppo si è ristretto perché è ormai evidente che Conte non può proprio contare su alcuni giocatori rimasti estranei al gruppo stesso, in testa Lang e Lucca.

Il Napoli e le differenze con l'Inter

La differenza con la “rosa” dell’Inter più robusta è nota. La squadra milanese ha rincalzi che valgono i titolari, il Napoli un po’ meno. Soprattutto l’Inter può contare su un gruppo di attaccanti (Lautaro, Thuram, Esposito, Bonny, Luis Henrique) superiore alla dotazione del Napoli (Hojlund, Neres, Politano, Lucca, Lang, Lukaku, Ambrosino). 
Questa migliore disponibilità di giocatori offensivi consente all’Inter di avere maggiore potenza contro le difese chiuse. Cioè l’Inter gestisce meglio e raccoglie di più contro le formazioni cosiddette minori. Contro le undici formazioni della seconda parte della classifica, l’Inter ha raccolto 30 punti e il Napoli 23. Differenza minima a favore del Napoli nei confronti con le prime otto della classifica: Napoli 16 punti, Inter 15. Ecco spiegato il distacco degli azzurri dalla capolista milanese.

L'attacco azzurro rifondato in estate

L’Inter aveva già in squadra Lautaro, Thuram ed Esposito. Ha aggiunto Bonny (26 milioni). Il Napoli, perduti Osimhen e Kvaratskhelia, ha ingaggiato Hojlund (6 milioni per il prestito, 44 per il riscatto), Lucca (9 milioni per il prestito, 26 per il riscatto) e Lang (25 milioni), più Ambrosino rientrato dal prestito al Frosinone. Il Napoli è stato costretto a spendere di più perché ha dovuto rifare l’attacco perdendo anche Lukaku per un infortunio pesante
L’Inter ha anche rincalzi di livello (Sucic, Diouf, Carlos Augusto, Frattesi e il rilanciato Ziekinski) rispetto al Napoli. Se nei confronti diretti, la squadra azzurra può giocarsela con l’Inter, sulla lunga distanza del campionato la “rosa” milanese più competitiva ha la meglio.

Le polemiche sul mercato del Napoli

S’è sempre detto che l’Inter è superiore al Napoli, anche se la squadra di Conte avrebbe potuto contendere lo scudetto alla formazione di Chivu soprattutto per la determinazione, l’energia e l’esperienza del suo allenatore, più l’impegno dei giocatori pronti “a gettarsi nel fuoco” per il loro tecnico. Probabilmente hanno illuso la Supercoppa, i due confronti con l’Inter (quattro punti su sei) e le vittorie sulle altre “grandi”, Milan escluso. 
A questo punto, ritornano le polemiche sul mercato del Napoli (212 milioni quest’anno dopo i 154 della stagione precedente con lo scudetto). Sono rilievi legittimi. In ogni caso, lo stesso Conte da Dimaro aveva ammonito a non considerare facile questo campionato solo perché il Napoli aveva vinto lo scudetto nella stagione scorsa. Perciò c’è sorpresa fino a un certo punto per il ritardo degli azzurri in classifica. Quello che non ci si aspettava è che il ritardo fosse così rilevante a conclusione del girone d’andata.

Un posto in Champions è l'obiettivo primario

Da più parti si suggerisce ora di non perdere... l’orientamento. Resta primaria la qualificazione alla prossima Champions per gli introiti economici dopo il pesante esborso delle ultime due campagne-acquisti. Piazzarsi nelle prime quattro posizioni è stato l’obiettivo dichiarato a inizio stagione, sottolineando quanto fosse difficile bissare lo scudetto alle latitudini inferiori a quella di Milano e Torino. 
L’ambiente azzurro, anche quello che circonda la squadra e pretende sempre il massimo, è maturato. A parte lo schiamazzo dei social, si guarda al campionato del Napoli con serena obiettività, indispensabile per andare avanti e non fallire il piazzamento Champions.

 

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