De Bruyne torna a Napoli: l’obiettivo è chiaro, ecco in quale partita può tornare in campo

Il centrocampista belga da ieri è a Castel Volturno per completare il percorso di recupero
Fabio Mandarini
4 min

NAPOLI - The king is back. Il re è tornato. Kevin De Bruyne ha ricominciato a lavorare al centro sportivo di Castel Volturno dopo quattro mesi di assenza: il suo ultimo allenamento era andato in scena il 24 ottobre, in occasione della rifinitura in vista dell’Inter, mentre l’ultima partita risale al 25. Rigore fatale, gravissima lesione al bicipite femorale destro e intervento ad Anversa il 29 ottobre. In eredità, però, aveva lasciato un gol alla lunga risultato decisivo per la vittoria contro la squadra di Chivu: è la grandezza di Kev. Uno abituato a non essere mai banale. Un fuoriclasse che s’è dimostrato tale anche in questo lunghissimo periodo di inattività: a Napoli è tornato un giocatore quasi pronto, asciutto, tirato a lucido e soprattutto totalmente proiettato a ritrovare il calcio nel più breve tempo possibile. O forse sarà il calcio a ritrovare uno dei più grandi artisti del pallone degli ultimi quindici anni. Sfumature. Fatto sta che De Bruyne ha due obiettivi davanti agli occhi: provare ad aiutare il Napoli a conquistare un’altra qualificazione in Champions e poi disputare il quarto Mondiale di una carriera straordinaria con il Belgio. Verosimilmente l’ultimo. Un Oscar meritato.  

L'obiettivo di KDB

La storia di KDB è leggenda, mentre il futuro è tutto da scrivere. Il presente, nel frattempo, è stato colorato dai toni della sorpresa: Kevin s’è presentato in una condizione complessiva che probabilmente in pochi s’aspettavano, tanto da autorizzarlo a sognare la convocazione per la partita contro il Torino dell’8 marzo. È ovvio che, come nel caso di Lukaku, dovrà poi gradualmente acquisire ritmo e minuti, ma l’idea che possa presentarsi in panchina con il Toro non è per nulla surreale. Tutt’altro. Il carattere e la serietà dell’uomo e del calciatore hanno fatto la differenza anche nel periodo trascorso lontano dai campi ad Anversa, nella stessa clinica che aveva ospitato anche Romelu. Diverso, però, il percorso: Big Rom aveva scelto la terapia conservativa per recuperare dalla lesione al retto femorale della gamba sinistra, mentre De Bruyne ha optato per l’intervento chirurgico.  

Tanta attesa

E così ieri, 117 giorni dopo l’operazione e 121 dopo l’infortunio, è tornato in sede: sta seguendo ancora un percorso personalizzato e continuerà a farlo fino a che non sarà riaggregato al gruppo per cominciare pian piano a smaltire i carichi normali e poi a rientrare a pieno regime. In vista della volata finale per la Champions: se l’iter proseguirà come deve sarà un valore aggiunto. Le motivazioni, del resto, sono a mille: il Mondiale, in programma in estate, è un traguardo troppo importante per lui come per Lukaku. Prima di tutto, però, il Napoli: sarà il suo lasciapassare, il suo ponte verso l’America. Finora, dopo l’ultima del 25 ottobre, De Bruyne ha perso in totale 27 partite: 18 in campionato, 5 in Champions, 2 in Supercoppa e 2 in Coppa Italia dopo 11 presenze e 4 gol. Nel nuovo anno non ha ancora indossato la maglia del Napoli. Anzi, non ha ancora dato un calcio a un pallone. Un’assenza pesantissima: era il frontman dei Fab Four, ora è cambiato tutto. È così che va. Ma Kevin, di certo, non avrà paura di una salita.  


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