Napoli, Giovane è pronto al decollo: a Verona per conquistare Conte
Che orgoglioso percorso in discesa nei primi mesi italiani di Giovane. Domani il Bentegodi, lo stadio che a settembre era diventato d’un tratto casa, sarà già teatro di ricordi e magari un pizzico di nostalgia. Il talento nato a Santa Barbara d’Oeste, San Paolo, ventidue anni fa, ha vissuto tante cose assieme in pochissimo tempo. Dall’attesa per il ritorno in campo quando era ancora in Brasile all’arrivo in Serie A fino alla corte del Napoli con trattativa conclusa a gennaio in poco tempo: venti milioni complessivi, bonus compresi, e cinque anni di contratto per il primo dei due rinforzi in attacco (dopo è arrivato Alisson) che in questo principio di percorso azzurro ha provato a dare il suo contributo senza riuscire ancora a brillare del tutto. Ci sarà tempo per farlo. C’è stata comunque una sua firma sottile contro la Roma con l’assist per l’altro brasiliano nel gol del due a due, spoiler del suo calcio e di ciò che potrà dare al Napoli e in quel ruolo, da destra, dietro Hojlund, lui che nasce attaccante e che si sente tale pur avendo anche ricoperto il ruolo di esterno.
L'impatto con Napoli
Giovane fino a questo momento ha raccolto 149 minuti in campo in sei presenze con la maglia del Napoli. Mai titolare in campionato, subito dal primo minuto contro il Como ai quarti di Coppa Italia e sostituito dopo un’ora. All’attivo l’assist per Alisson con la Roma e una serie di spunti e tentativi, approcci tutt’altro che timidi ma non ancora del tutto convincenti nel calcio di Conte e in un contesto (anche tattico) completamente nuovo. Tutto normale: Giovane è nel pieno di un processo di crescita che dovrà portarlo, da qui a qualche mese, a poter diventare uomo in più del Napoli e giocatore in grado di poter fare la differenza. Per ora Conte si affida a lui nei finali di partita quando serve brio, freschezza e imprevedibilità.
Il ruolo di Giovane
Da lui l’allenatore del Napoli si aspetta profondità e spunti in zona gol. Sa bene di avere a disposizione una punta che si adatta a fare la seconda ma anche la prima, che preferisce giocare sempre a un passo dalla porta, magari partendo da lontano ma avendola comunque nel mirino. Non è un caso che Ronaldo il Fenomeno sia il suo idolo, il giocatore da cui impara ogni giorno divorando i suoi video. Si sente attaccante, Giovane, e lo aveva sottolineato anche in una delle prime interviste italiane, quando spiegò di voler migliorare nello scatto e nel tiro e quando chiarì subito di non sentirsi un giocoliere alla Ronaldinho pur avendo spesso spunti in dribbling che le sue origini svelavano.
A Verona da ex
La partita di domani sarà speciale in uno stadio dove appena il 2 novembre contro l’Inter aveva segnato il suo primo gol in Serie A. Tre in totale le reti con i gialloblù prima dell’arrivo al Napoli. Parma e Atalanta le altre sue vittime. Verona ha imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo ma non ha neppure avuto il tempo di affezionarsi a lui: il Napoli è arrivato subito e ha anticipato tutti per evitare future aste e una valutazione ancor più elevata in caso di altri gol che erano probabili, possibili. Il segno che Giovane ha lasciato nella città che domani ritroverà, invece, è di un ragazzo semplice, sorridente, che aveva già imparato piuttosto bene l’italiano e che trasmetteva buon umore, in campo e fuori.
