Giulietta è una coccola

Verona, i cori, gli striscioni: i motivi di una rivalità antica
Mimmo Carratelli
3 min

Tra rigori dati e negati, gol annullati, infortuni, quattro nemici al Var, i Rocchi e poveri, e Gabriele Gravina mentre tutto va in rovina, nel golfo di acque arruffate cerchiamo un centro di serenità permanente che non ci faccia cambiare idea su un campionato di brava gente e spunta all’orizzonte Verona. Ahi quanto a dir qual è, è cosa dura, trasferta ostica (non proprio ostica divina), pronti gli amici veronesi del Vesuvio, làvali col fuoco, in allerta i cani di Verona arrivano i napoletani. Sul casello di Verona batte il sole a mezzogiorno, dalla città allo stadio rintronano solitari l’invettiva e lo scorno. Clima contrario. Una partita all’inferno. Scateneranno la rabbia degli ultimi. Sangue e Arena per il Napoli.

Cerchiamo di scongiurare una serata di ordinaria follia parlando con Giulietta Capuleti, persona nota e gentile al balcone di via Cappello 23 a Verona. Madonna Giulietta Capuleti, di grazia. Oh, messere chi siete, è la risposta. Mettiamo pace tra Verona e Napoli, l’altra volta abbiamo commesso un errore, madonna Giulietta. Che cosa intendete, chiede. Avevamo scritto con tenerezza Giulietta è una coccola, ma un errore del tipografo cambiò la prima consonante. L’invettiva resta, dice Giulietta, e Romeo è morto di crepacuore. Invece Lukaku è vivo, obiettiamo. Che cosa intendete, replica Giulietta Capuleti. Col permesso del signor William Shakespeare, potremmo creare un gemellaggio, Romelu e Giulietta, ponendo fine a questo astio tra Verona e Napoli. Oh Romelu, Romelu, chi è costui, si lamenta Giulietta Capuleti, ma non fidatevi del signor Shakespeare, ci ha ammazzati tutti. Ascoltate, madonna, affacciata al balcone di via Cappello 23, il vostro delizioso balcone veronese. Non è il mio balcone, è un falso per i turisti, risponde madonna Giulietta.

Mettiamo pace tra Verona e Napoli, insistiamo. Siete voi Mercuzio, chiede madonna Giulietta. Per carità, rispondiamo. Se non siete Mercuzio, siete forse Benvolio, frate Lorenzo e il conte Paride, domanda Giulietta. Nessuno di questi. Allora siete nessuno nella mia vita, altri non conosco, allontanatevi messere, dice seccamente madonna Giulietta Capuleti. Sullo stadio di Verona batte il sole a mezzogiorno, ardua trasferta, incolumi al ritorno. Programma minimo. Per difendere la poltrona Champions il Napoli dovrà affidarsi a tutti i Santos, non solo Allison (è banale, è vero, cambiate banale). Madonna Giulietta non vuole fare pace e il Verona di Sammarco (come il campanile di Venezia) farà la guerra. Brutta partita. Varrà più la forza che la tecnica, più la corsa del dribbling, più lo scontro fisico che il girotondo. Partita-trappola. Madonna Giulietta possiamo accomiatarci senza i soliti insulti e i cori razzisti della vostra gente, chiediamo. Potete ritirarvi messere, risponde. Ci ritiriamo, madonna. Concedetemi una licenza, dice Giulietta Capuleti, non potete negarmela, vi ho dato udienza. Dite madonna, Giulietta. Partenope xé una sòccola, urla Giulietta Capuleti ritirandosi dal balcone di via Cappello 23 a Verona.


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