© Getty Images Lukaku, il pianto del campione
L’ultima volta aveva messo la firma sullo scudetto. Aveva fatto impazzire d i gioia milioni di tifosi. Stavolta il suo gol non è destinato a passare alla storia, nemmeno a entrare di diritto nelle immagini iconiche del club, ma può avere un peso specifico molto molto importante per il finale di stagione del Napoli. Sono passati 281 giorni, la scena è cambiata, ma nei momenti importanti i campioni vengono sempre fuori. Quando c’è da fare la differenza. La aspettava da tempo questa gioia Romelu Lukaku, da quel maledetto giorno di agosto in cui si era spappolato una gamba in ritiro. Il destino lo ha voluto premiare in una delle serate più difficili del Napoli di Conte, sull’ultima palla del match, quando con il suo piattone sinistro ha firmato la vittoria pesantissima in casa del Verona. Una liberazione, una gioia infinita, la dedica speciale al padre scomparso, la commozione e quelle lacrime in diretta tv che faranno il giro del mondo. E soprattutto l’abbraccio di compagni, staff tecnico e medico. L’esultanza di un gruppo che ha sofferto con lui e che lo ha accompagnato in questi lunghi mesi di difficoltà. Averlo ritrovato è sicuramente la notizia più bella che il Napoli si porta dal Bentegodi, perché la vittoria non può mascherare le difficoltà che hanno avuto gli azzurri nel confronto con una squadra che ha già più di un piede in Serie B. Nemmeno il gol a freddo di Hojlund ha favorito uno sviluppo di partita più lineare.
Lukaku con Hojlund, tandem possibile
Il Napoli è stato monotono, lento, prevedibile. Non ha mai avuto l’energia giusta, non ci ha messo quella voglia di vincere e anche quella cattiveria che servono per portare a casa le partite. Le solite assenze non possono giustificare prestazioni così, far reagire e far prendere fiducia al Verona è stato un errore che si poteva pagare carissimo. Il rischio corso deve suonare come campanello d’allarme, a undici giornate dalla fine non ti puoi permettere passaggi a vuoto. I tre punti acciuffati in extremis a Verona devono anche aiutare in questo miniciclo prima della sosta. Con Torino, Lecce e Cagliari la necessità di fare filotto diventa fondamentale per centrare il traguardo Champions. Di sicuro, oltre a Lukaku, potrà avere un peso specifico enorme anche Hojlund. Al Bentegodi hanno segnato per la prima volta insieme nello stesso match, sicuramente Conte avrà la possibilità di utilizzarli più spesso anche in tandem, soprattutto a partita in corso. Per la sfida di venerdì prossimo con il Torino potrebbero tornare a disposizione anche McTominay, Anguissa e De Bruyne, tre dei quattro Fab Four che avevano dato un’impronta di qualità all’inizio di stagione. Sono passati cinque mesi, sembra un’eternità. Quel Napoli sembrava non avere limiti, gli infortuni a raffica lo hanno dilaniato. Recuperare giocatori di questo spessore potrà sicuramente aiutare Conte a ritrovare la sua squadra. A Verona si è vista troppo poco, lo sa anche l’allenatore. Per andare in Champions serve di più.
