Il Napoli schiera Maradona: il dato in casa che fa sognare un finale super
Servirebbe un indovino, o magari l’aiuto delle stelle (gli astri) , per capire come finirà il campionato. Quello nuovo, improvviso, inaspettatamente disegnato in venti giorni dalle stelle bis (quelle del campo): se non riaperto, beh, certamente meno chiuso dopo i risultati delle ultime tre giornate. Il Napoli, nel caso di specie, ha ricominciato ad annusare l’odore dell’Inter e soprattutto è saltato addosso al Milan con la stessa ferocia del suo allenatore: sette i punti rosicchiati alla squadra di Chivu e tre a quella di Allegri.
Napoli e il fattore Maradona
La ritrovata continuità, tradotta in quattro vittorie consecutive con Verona, Torino, Lecce e Cagliari, ha permesso ai campioni d’Italia di mettere un po’ di pressione alla grande favorita alla successione, dopo la sconfitta nel derby di Milano e i pareggi con l’Atalanta e la Fiorentina. E soprattutto, dopo la sconfitta con la Lazio alla ventinovesima giornata, gli ha consentito di presentarsi a -1 dal Diavolo alle porte dello scontro diretto del 6 aprile al Maradona. Il tempio del Diego, la casa dove il Napoli è capace di alzare la voce con una padronanza che spesso diventa arroganza: l’ultima sconfitta in campionato risale all’8 dicembre 2024 con la Lazio. Poi, dal 29 dicembre contro il Venezia sono arrivati 25 risultati utili consecutivi. La striscia aperta d’imbattibilità più lunga nei cinque campionati top d’Europa. Nonché un fattore da tenere ben presente nell’ottica degli obiettivi realistici (il secondo posto) e di quelli molto rivoluzionari: fino al 24 maggio, il traguardo della stagione di Serie A, il Napoli giocherà a Fuorigrotta cinque delle otto partite che separano dal gong. Ed è per questo che a un certo punto ha cominciato a sognare. Sogni di rivoluzione, appunto, non ancora un vero progetto. Non è vero, ma ci crede.
Napoli, il trend positivo
L’aiuto da casa, l’aiuto del pubblico o la manita de Dios: il Napoli ha cambiato espressione verso le ultime scene di un campionato dalle gerarchie almeno parzialmente in discussione, dopo due settimane di sorprese. Dall’8 al 22 marzo, dalla sconfitta dell’Inter nel derby a quella del Milan all’Olimpico. Soltanto la squadra di Conte, nel periodo, ha garantito la continuità: due vittorie consecutive in trasferta e due al Maradona. Dicevamo inviolato dall’8 dicembre 2024, 471 giorni oggi, e capace di incorniciare 25 partite senza lacrime con 18 vittorie (10 in questa stagione) e 7 pareggi (4). E ancora: eguagliato il record di imbattibilità in un solo campionato stabilito dal Napoli di Sarri nel 2015-2016 (14 partite) e miglior media punti della Serie A (2,43). I punti totali sono 34 in 14 giornate contro i 35 dell’Inter in 15.
La manita del Napoli di Conte
Eccolo, il punto: da qui alla fine il Napoli giocherà cinque volte in casa contro Milan (6 aprile), Lazio (18 aprile), Cremonese (24 aprile), Bologna (10 maggio) e Udinese (24 maggio); fuori, invece, sfiderà Parma (12 aprile), Como (3 maggio) e Pisa (17 maggio). Cinque contro tre. Uno scontro diretto al Maradona, che tra l’altro vale il secondo posto, e un altro sul lago contro lo splendido Como di Fabregas. E in mezzo una serie di partite mai facili, non esistono in Serie A, ma neanche proibitive. Non resta che chiedere il finale alle stelle.
