Napoli, il sogno svanito

Leggi il commento al momento degli azzurri di Conte dopo il pareggio di Parma
Pasquale Salvione
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Il sogno si è spento, con nove punti di distacco dall’Inter ormai è impossibile da realizzare. Parma si è confermata ancora amara per il Napoli, al Tardini la tradizione negativa va avanti da decenni. Da quella famosa partita conclusa con le lacrime di Taglialatela abbracciato da Cannavaro nel 1998, quando la sconfitta costò la retrocessione. L’anno scorso Conte ha rischiato di lasciarci lo scudetto, stavolta ha perso tutte le speranze di sognare una clamorosa rimonta. Era una partita già complicata sulla carta, gli azzurri hanno deciso di renderla ancora più difficile riuscendo nell’impresa di prendere gol dopo 33 secondi. Fra l’altro con un errore, quello di Juan Jesus, che è difficile vedere sui campi di Serie A. Una disattenzione figlia di un approccio alla partita evidentemente non all’altezza della situazione.

Se entri in campo per alimentare il tuo sogno scudetto non puoi permetterti di partire così. Soprattutto se sai di avere di fronte una squadra che sta costruendo la sua salvezza sulla solidità difensiva. Cuesta è probabilmente l’espressione migliore del catenaccio che offre il nostro campionato. Non piazza un bus davanti alla porta, ma due. Gioca con 8 uomini nella sua area e due appena fuori, chiude ogni spazio, ostruisce ogni corridoio di passaggio, ordina raddoppi sistematici e toglie qualsiasi sbocco. Ieri giocava con una sola punta di ruolo (Elphege) e non ha avuto timore di toglierla nell’ultima mezz’ora per inserire un altro centrocampista (Sorensen). Ha avuto la sfortuna di subire subito il pari, ma ha continuato a difendersi con grande aggressività, con ordine, senza la minima sbavatura. In questo contesto è stato molto difficile per il Napoli rimetterla in piedi.

Serviva qualità, intraprendenza, capacità di saltare l’uomo. Caratteristiche che in questo momento ha un solo azzurro, Alisson Santos. È entrato dopo un’ora, ma non ha trovato mai la giocata per far saltare il banco. Il pareggio è arrivato nell’unica occasione in cui il Parma non ha schermato la palla diretta su Hojlund, bravo poi ad azionare McTominay. Non ha brillato De Bruyne, così come è stato evanescente Politano. In una giornata così avrebbe fatto comodo Neres, ormai sparito dai radar. Con i due brasiliani esterni, probabilmente, il fortino di Cuesta poteva essere messo seriamente in difficoltà.

L’unico a scardinarlo è stato il solito McTominay, apparso più a suo agio quando Conte lo ha riportato a metà campo accanto a Lobotka. Per Scott parlano i numeri: al Tardini è andato a segno nella terza trasferta consecutiva, è arrivato a quota 12 in stagione (uno in meno del primato dello scorso anno) e soprattutto è il primo centrocampista centrale ad arrivare a quota 20 gol nelle ultime due stagioni nei cinque principali campionati europei. Un giocatore universale, un campione con la faccia da attore (come ha detto De Laurentiis), il leader del presente e del futuro del Napoli. Il suo gol ha consentito a Conte di allungare sul Milan e di consolidare il secondo posto. Per i sogni, invece, non c’è più tempo.


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