Conte, la Figc non risponde e la donazione è bloccata...© Getty Images

Conte, la Figc non risponde e la donazione è bloccata...

L'allenatore del Napoli dovrebbe e vorrebbe versare i 6mila euro del patteggiamento: racconto di una situazione surreale
Chiara Zucchelli
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Il dispiacere, se fosse confermato il pantano attuale, è che a farne le spese sarebbe chi ha davvero bisogno di un aiuto concreto. Andiamo con ordine. Per l’ormai famoso “testa di c…” rivolto all’arbitro Manganiello in Napoli - Como di Coppa Italia, Antonio Conte, assistito dall’Avvocato Mattia Grassani, convertì, d’intesa con la Procura Federale, la squalifica di quattro turni in un’ammenda da 6mila euro. Il Corriere dello Sport anticipò tutto il 29 marzo scorso: con disponibilità di Conte, ben accolta dalla Procura già in sede di audizione, i 6mila euro furono destinati in favore di una nota associazione nazionale che si occupa di cura domiciliare per malati di tumore. In particolare, l’allenatore, d’intesa con l’Avvocato Grassani, che è di Bologna e, quindi, conosce bene l’ente indicato quale beneficiario, aveva proposto alla Figc l’ANT, realtà che fornisce assistenza specialistica domiciliare gratuita ai malati di cancro. L’iniziativa però, ad oggi, non ha ancora ricevuto riscontro dalla Federazione. Dal 12 marzo, data in cui venne formalizzato l’accordo, il legale di Conte ha scritto in tre occasioni alla Figc, l’ultima venerdì scorso, inviando il sollecito anche all’Aia, trattandosi di un procedimento che ha riguardato un suo tesserato, per chiedere il benestare al versamento diretto della somma all’associazione.

Silenzio Figc

Nessuna risposta, tutto tace. Il Codice di giustizia sportiva prevede che Conte sia tenuto, comunque, a versare, entro 30 giorni dalla pubblicazione del comunicato ufficiale, avvenuta il 7 marzo scorso, la somma oggetto del patteggiamento, termine che, quindi, scadrà il 7 maggio prossimo. Con la conseguenza che, in difetto di adempimento, l’accordo si risolverà automaticamente e Conte rischierebbe di scontare 4 giornate di squalifica. Una beffa, soprattutto perché senza il benestare federale alla devoluzione benefica dell’importo, la multa dovrebbe essere corrisposta alla Federazione stessa e a farne le spese saranno l’ANT e, soprattutto, le persone che hanno davvero bisogno.


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