Lobotka regia del futuro: il piano del Napoli per il rinnovo

Ha il contratto in scadenza nel 2027, ma c'è l'ipotesi di allungare fino al 2029: il giocatore e il club valutano ogni aspetto
Fabio Mandarini
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Corsi e ricorsi. Per il secondo anno consecutivo, la stessa storia: arriva la primavera, si avvicina la fine della stagione e il nome di Stanley Lobotka compare nella lista dei possibili partenti. Una situazione condizionata da un mercato ancora molto variegato, pieno di estimatori, e soprattutto dalla clausola rescissoria da 25 milioni inserita nel suo contratto, in scadenza nel 2027. Tra un anno, mica chissà quanto. Mettiamola così: Lobo e il Napoli sono al bivio, allo snodo decisivo. Ma la situazione potrebbe cambiare nel segno della continuità, nonostante l’eco di certe dichiarazioni rilasciate a novembre in Slovacchia: il rinnovo al 2029 come Rrahmani non è più un’opzione da escludere. Anzi. Magari ognuna delle parti dovrà valutare pro e contro per ritenersi soddisfatta e dovranno inevitabilmente verificarsi certi incastri, ma non esistono muri e paletti imprescindibili. Per nessuno.

Il totem del Napoli: per Conte è imprescindibile

Venerdì ha diretto la squadra nella trionfale notte con la Cremonese, una partita mai in discussione e dominata in lungo e in largo dal Napoli sin dal minuto uno, tanto che sul 3-0 e al 54’ Conte lo ha richiamato in panchina, concedendogli un po’ di riposo. Dentro Gilmour, fuori Lobo. Uno che in genere non conosce turnover e raramente chiude una partita prima del novantesimo. Non gioca quando non c’è, cioè quando è infortunato. E ciò significa che Conte lo ritiene imprescindibile esattamente come Spalletti: eccezion fatta per la prima parte della sua esperienza, partita a gennaio 2020 con Gattuso, Lobotka è stato valorizzato dagli altri due ex ct e lui stesso ha valorizzato i Napoli guidati in campo da regista. Ha diretto i ciak degli scudetti 2023 e 2025 e poi quelli della Supercoppa. Ha gestito il gioco, ha scandito il ritmo e anche strappato. Un prototipo davvero raro di metodista, un giocatore che fa la differenza. E per questo difficile da salutare a cuor leggero.

Le valutazioni di Lobo-

Non è un caso che Xavi, stravedendo per lui, ai tempi del Barça lo avrebbe voluto nella sua squadra: e strappare la stima di uno dei più grandi centrocampisti della storia, così come essere ritenuto all’altezza di uno dei club più in vista del mondo, non è cosa da tutti. Ma Lobo, dicevamo, non è un giocatore qualunque. E la prospettiva di perderlo in un clic non può essere contemplata: d’accordo la scadenza e la clausola, ma riflettere è inevitabile. Diciamo anche doveroso. Anche lui, evidentemente, sta riflettendo da un po’: «Vorrei restare in Europa e, se posso, al Napoli: mi piacciono il club, la città e la gente. Mi trovo bene. Allo stesso tempo, sono realista e il tempo passa: prima potevo giocare tre partite in una settimana senza problemi mentre ora dopo due giorni le gambe sono pesanti. Con Conte è durissima, ogni allenamento è come una partita: non voglio lamentarmi, amo quello che faccio, ma so che non potrò farlo per sempre. Bisogna essere sinceri con se stessi». Il discorso pronunciato a novembre nel corso del podcast del progetto “Ina Liga” non fa una piega e anzi ne sottolinea la concretezza, la consapevolezza e l’intelligenza. Valutazioni per tutti. Con un’idea di fondo: Lobotka, questo Lobotka, può dare ancora tanto ad alti livelli.

 


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