Lukaku con gli occhi lucidi in panchina, le sue parole emozionano il Belgio
Belgio-Tunisia, finita 5-0, non è stata una semplice amichevole per Romelu Lukaku. Il centravanti del Napoli ha vissuto la partita di ieri (6 giugno) inizialmente in panchina, poi al 66' ha fatto il suo ingresso in campo rilevando De Ketelaere e servendo a Lukebakio l'assist del 4-0. Non è riuscito a segnare, ma ha comunque lasciato il segno in una gara per lui molto speciale.
L'emozione di Lukaku
Per il Belgio la sfida con la Tunisia rappresentava un test per capire lo stato di forma in vista dell'esordio ai Mondiali, in programma contro l'Egitto il 15 giugno. Per Lukaku, invece, era qualcosa di più di un'amichevole: il 6 giugno (ieri) il papà di Romelu, Roger, scomparso lo scorso settembre, avrebbe compiuto 59 anni. Era il suo compleanno e Big Rom ha vissuto quella giornata e il match con un mix di emozioni dentro sé.
Lukaku: "Ero emozionato in panchina"
Dopo il 5-0 finale, firmato grazie ai gol di Trossard, De Ketelaere, De Bruyne, Lukebakio e Raskin, Lukaku ha commentato così: "È stata una partita più emozionante perché era il compleanno di mio padre", ha spiegato al portale belga Het Nieuwsblad, mentre i suoi occhi facevano trasparire un po' di commozione. "Ero molto emozionato in panchina, e a volte le emozioni sono venute a galla. Ma non ho pianto, quindi va bene", ha aggiunto.
Lukaku: "Nessun'altra nazionale mi avrebbe convocato"
Poi sul suo stato di forma, dopo il recupero dall'infortunio, ha detto: "Non pensavo di poter essere paziente, ma non mi sto mettendo pressione. Sarebbe inutile. Devo procedere un passo alla volta. Sono semplicemente felice di essere in squadra. In qualsiasi altro Paese non sarei stato convocato dopo 64 minuti di gioco in una stagione, quindi il fatto di essere qui è un miracolo. Ogni giocatore ha il suo ruolo nella nostra squadra e ognuno sa cosa deve fare per garantire il successo del Belgio. Vogliamo arrivare il più lontano possibile. Ne ho parlato molto bene con l'allenatore due mesi fa", ha concluso.