La rinascita di Lukaku al Mondiale dopo l’infortunio: dal gol che manca dal 2018 al ritorno a Napoli con Allegri
Il Big, il Max e il cattivo pensiero di una stagione maledetta che s’allontana ogni giorno di più. Te la dà lui, l’America, Romelu Lukaku. Il centravanti ritrovato, il Big (Rom) di un romanzo che in dieci mesi le ha raccontate tutte: ci ha messo il dolore, la rabbia, il sacrificio, le lacrime di tristezza e poi quelle di gioia. Qualche giorno fa, però, è accaduto altro: s’è rivisto il fuoco. Quello sacro di un attaccante che ha segnato un’epoca della nazionale belga scrivendo il record di gol e che lunedì ha contribuito a raddrizzarla con la sola forza del pensiero. Con la presenza, il movimento giusto, la ferocia dell’attaccante di razza che è stato e che evidentemente è ancora: Lukaku ci ha messo 22 secondi a sbucare dalla panchina, a entrare in campo contro l’Egitto e provocare l’autogol di Hany scattando e ruggendo per sbranare un pallone che solo il caso non ha trasformato nella 91ª rete con il Belgio. L’importante è averla comunque decisa, cioè riequilibrata, e aver dimostrato che la fame è tornata gigante: ci ha messo l’anima, il cuore e il ritmo nella città della musica grunge, ma dopo Seattle si giocherà a Los Angeles e allora è facile sognarla da cinema.
Il futuro di Lukaku
Domenica a Inglewood, a partire dalle 21, contro l’Iran andrà in scena la seconda della Coppa del Mondo del Belgio e della nuova vita di Romelu: dopo una stagione da incubo segnata dall’infortunio molto grave, dalla morte di suo padre e da 64 minuti appena collezionati con il Napoli, Big Rom è rifiorito. E la sensazione non è quella di un’apparizione all’improvviso: dietro c’è un percorso, c’è un lavoro fisico azzerato e rigenerato più volte, e poi l’orgoglio di un uomo che a 33 anni ha voglia di onorare il quarto Mondiale della carriera. Un appuntamento cruciale coinciso con un momento fondamentale della sua vita di calciatore: ogni partita è una nuova chance per confermare i progressi, migliorare le statistiche e riscrivere il futuro. Anche con il Napoli: Allegri lo ha sempre stimato, lo voleva già alla Juve, e ora se lo ritrova là, a un passo. Con un altro anno di contratto e una parabola da orientare: l’ingaggio è ricco, certo, e fino a un mesetto fa sembrava soltanto impossibile immaginare la terza stagione azzurra di Romelu. E invece, il Big ha trovato il Max. E tutto è tornato in ballo e possibile. Sia chiaro: di scritto non c’è nulla e il mercato non è ancora partito, ma la certezza è che Allegri lo ha visto segnare alla sua maniera contro la Croazia e poi graffiare anche l’Egitto. E ha sorriso.
Da Oscar
Nella sua nuova dimensione, a tratti un po’ stile Altafini, lui entra e segna. O fa segnare: è accaduto a Verona, nel giorno dell’unico gol della stagione, e poi contro croati ed egiziani. Romelu c’è e si vede. E s’è sentito a fine campionato: ha detto di non voler lasciare il Napoli, di amare squadra, città e tifosi, di avere gratitudine e passione. E anche questo avrà un peso nelle immancabili riflessioni collettive che verranno. Come la stima di Max. Ora, però, giocherà e inseguirà un gol che al Mondiale manca dal 23 giugno 2018. A Mosca contro la Tunisia: otto anni. Per la cronaca, allo stadio di Inglewood dovrebbe esserci anche De Laurentiis. Da spettatore. Notte da Oscar.
