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Piano sicurezza Olimpico, mille posti in meno nelle curve

Piano sicurezza Olimpico, mille posti in meno nelle curve
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Scatta la protesta dei tifosi di Roma e Lazio. Il questore D'Angelo: «Situazione inaccettabile». Più steward e stop ai match a rischio di sera

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martedì 28 luglio 2015 19:27

ROMA - Divisione delle curve con mille posti in meno, più steward presenti sugli spalti, barriere e divieto di giocare le partite a rischio alla sera. La prossima stagione calcistica allo Stadio Olimpico partirà con una novità, la stretta sulla sicurezza prevista dal piano presentato dal questore di Roma, Nicolò D'Angelo. L'obiettivo è «uno stop deciso ai violenti», riducendo i dati della precedente stagione caratterizzata dall'incremento delle gare con feriti (da quattro a otto), centinaia di petardi e altro materiale sequestrati, un maggiore impiego di forze dell'ordine, l'aumento dei Daspo passati dagli 80 della precedente stagione a 184, di cui 98 solo nel primo semestre del 2015 e 70 notificati a luglio.

SUBITO OPERATIVO - Così a partire dal primo match di campionato, Lazio-Bologna, le curve dell'Olimpico avranno una capienza ridotta: passando dagli attuali 8.700 posti a 7.500. Inoltre, i corridoi centrali e laterali dovranno essere lasciati sempre liberi per permettere interventi tempestivi in caso di necessità. «La situazione delle curve è inaccettabile. Si mette in pericolo l'incolumità degli spettatori», ha sottolineato D'Angelo presentando il modello contenuto in un'ordinanza firmata dopo la pubblicazione del calendario di serie A e condiviso dalla Prefettura. «Se dobbiamo intervenire urgentemente, ad esempio per un ferito, come facciamo se la gente occupa completamente tutti gli spazi? - ha detto il questore - In alcune partite ci sono state fino a 11mila persone in curva». Le nuove curve a capienza ridotta saranno divise in due sottosettori già nella fase di prefiltraggio. I controlli cominceranno al di fuori dei tornelli attraverso un apposito corridoio con le cosiddette betafence (recinzioni di metallo anti-scavalcamento). Una soluzione che dovrebbe risolvere una criticità "strutturale" dell'Olimpico, dove l'area di prefiltraggio consente la circolazione sull'intero perimetro, permettendo ai tifosi di fare pressione sui tornelli per accedere ad altri settori.

PIANO CONTESTATO - Contro le misure hanno fatto fronte comune i tifosi di Roma e Lazio, con una petizione online rivolta al ministro dell'Interno, al prefetto di Roma e ai due club, che in poche ore ha raccolto oltre tremila firme. "Le Curve sono l'emblema e il simbolo del tifo - si legge nel testo allegato alla sottoscrizione -. Ora la nostra casa la vogliono dividere, inventando fantomatici motivi, in primis per la sicurezza. on ne possiamo più della vostra repressione verso la parte più calda e appassionata del tifo". Ai problemi strutturali dello stadio, secondo il questore si aggiunge una criticità gestionale con un «servizio di stewarding risultato non idoneo per quantità e qualità a fronteggiare le esigenze di ordine pubblico», tanto che a fine campionato è stata aperta un'indagine «su alcuni steward, sette o otto, che non sono intervenuti su tifosi che in loro presenza scavalcavano in curva». «L'Olimpico non si presta dal punto di vista logistico, è obsoleto - ha sottolineato D'Angelo -. Ci auguriamo che presto si arrivi ad un nuovo stadio che contribuisca a migliorare l'afflusso dei tifosi e la distribuzione delle forze dell'ordine. L'impianto ha attorno una folta vegetazione. Per questo chiediamo che le gare ad alto rischio non vengano giocate di sera, quando è molto più difficile operare».

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