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Totti, futuro nella Roma: il capitano ancora una miniera

Totti, futuro nella Roma: il capitano ancora una miniera
© AS Roma via Getty Images

Il lungo addio di Francesco tra campo e panchina, ma sempre un punto di riferimento per i giallorossi

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di Marco Evangelisti

mercoledì 2 marzo 2016 08:55

ROMA - Parrebbe un accanimento terapeutico, una ribellione titanica e vana alla condizione umana. Non è niente di tutto questo. Francesco Totti vuole continuare a giocare perché il gioco si è fatto duro. Perché celebrare in campo i quarant’anni è un diritto che si è meritato, come il giudice di “Codice d’onore” che pretende di essere chiamato con il suo titolo da Jack Nicholson. E poi se la ribellione può anche essere vana una cosa è certa: Totti non sarà mai inutile alla sua Roma.

AI MINIMI - Questa stagione è andata com’è andata, anzi sta andando come sta andando - mai porre limiti al fattore di rigenerazione di un mutante come Francesco - e non significa che la prossima debba andare nello stesso modo. Pure se Luciano Spalletti gliel’ha prospettata proprio così: un futuro prossimo da capitano non giocatore, seduto accanto al tecnico a imparare un nuovo mestiere. Anche più di uno, se del caso. Assistente allenatore, allenatore senza apposizioni, dirigente, per il resto della vita c’è sempre tempo. Totti tra campionato e Champions League è sceso in campo per 217 minuti. Neanche un decimo di quanto aveva giocato nell’arco totale della stagione scorsa, cioè 2.392 minuti. Nel 2013- 14 i minuti erano stati 1.832 (niente coppe europee per la Roma, allora). Siamo a un minimo storico. Nella prima stagione del primo Spalletti, quella 2005-06, era stato in campo 2.383 minuti nonostante il peggior infortunio della carriera. Poi è andato a vincere il Mondiale. Chiaro che da allora è passata una generazione. Non lo metteranno nero su bianco, sarebbe insensato e insultante. Però se o quando Totti firmerà il nuovo contratto s’impegnerà a non contestare le decisioni dell’allenatore, a starsene seduto con licenza di alzarsi per combinare burle ai compagni. A giocare, naturalmente, quando e quanto vorrà Spalletti (sarà ancora Spalletti il tecnico). A Francesco sta benissimo anche perché non prevede di obliterare un’altra volta quattro mesi passando da un infortunio all’altro. Lui scommette su se stesso e ha soltanto bisogno di fortuna, di questo è convinto. Vale la pena notare che all’esterno hanno pronunciato lezioni, sentenze e aforismi ma dai compagni di squadra Totti ha ricevuto soltanto apprezzamenti e incoraggiamenti. Gratuiti, visto che il capitano, giocatore o meno, non è uno che nelle assemblee di spogliatoio prenda volentieri la parola. Né è abituato a compilare liste di buoni e di cattivi.

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