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Gandini: Roma, obiettivo Scudetto

Gandini: Roma, obiettivo Scudetto
© Bartoletti

L'ad del club esce allo scoperto: «Non ci nascondiamo, giochiamo per arrivare davanti agli altri. L'anno scorso abbiamo chiuso a -4 dalla Juventus»

 

lunedì 25 settembre 2017 09:53

ROMA - «Noi giochiamo per fare il nostro meglio e dopo essere arrivati lo scorso anno a quattro punti dalla Juventus, e' doveroso giocare per vincere il campionato. il torneo si è livellato verso l’alto, più squadre lottano per il vertice e l’insidia è dietro l’angolo. Il campionato è ancora molto lungo, non vedo posizioni definite». Cosi' Umberto Gandini, ad della Roma, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport". «L'obiettivo e' fare meglio del possibile in tutte le competizioni e non possiamo nasconderci, giochiamo per arrivare davanti agli altri. Cessioni necessarie economicamente?  Tutti vendono giocatori, ci sono motivazioni diverse. Nel nostro caso ha risvolti finanziari, ma anche a una rivoluzione tecnica. Questo verrà limitato dalla crescita dei ricavi. A parte la Juventus, tutti in Italia siamo alla ricerca di fondi nuovi che abbiamo individuato nello stadio».

TOTTI E STADIO - «La nuova avventura di Totti e' iniziata molto bene. Dopo aver superato un comprensibilissimo momento di difficolta' per capire come cambiava la sua vita, si e' perfettamente calato in questo ruolo, e' molto utile, molto vicino alla squadra, i compagni lo vedono come mito e ispirazione. Siamo contenti di lavorare con Francesco. Il suo compleanno sarà molto social a Baku, visto che saremo lì per la Champions. Stadio? Siamo fiduciosi, in settimana apre la Conferenza dei servizi e ci aspettiamo che con un progetto rivisto si riesca ad avere l'autorizzazione per cominciare a lavorare e costruire dall'anno prossimo. L'obiettivo e' avere il nuovo stadio per la stagione 2020-21».

CHAMPIONS - «Contro il Qarabag ci aspetta una partita importantissima - continua Gandini - così come è stato il pareggio contro l’Atletico. Il Qarabag è una squadra particolare, hanno un’esperienza in Europa League, vedi il pareggio contro l’Inter. Dall’altra parte c’è Chelsea-Atletico e sarà importantissimo vincere.  Il percorso che abbiamo davanti è quello di qualificarci. Partendo dal terzo gruppo era normale avere due squadre importanti. Se dopo le 6 giornate giocheremo l’Europa League, la giocheremo per andare fino in fondo. Dipende moltissimo negli scontri diretti, dando per scontato e non lo è, che tutti facciamo punteggio pieno contro il Qarabag».

DI FRANCESCO E MONCHI - «Partenza sofferta? Non sono d’accordo, perché non l’abbiamo vista così. Con l’Inter il risultato non ci ha premiato, ma la prestazione c’è stata: 3 pali, vincevamo 1-0. La cosa più importante è che la squadra sia stata costruita bene. Di Francesco? Come società siamo stati molto forti e quadrati intorno all’allenatore. L’ambiente è quello che è. Tutte le grandi squadre hanno grandi aspettative. A Roma è diverso perché la città respira con la squadra e la squadra respira con la città. Credo che la struttura societaria, la parte sportiva con Di Francesco e Monchi abbia le spalle larghe e sia rodata per proseguire con questo discorso. Monchi è arrivato nel finale di stagione, ha lavorato con Spalletti prima, poi è partita la sua squadra. Ha fatto bene le sue operazioni e ancora adesso ancora non abbiamo visto all’opera la sua squadra. Ha l’esperienza di risultati importantissimi a Siviglia. Sa, come lo so io, che deve portare a casa risultati». 

SUL VAR - «Credo sia ottimo. Era troppo tempo che c’era una disparità clamorosa tra chi vedeva la partita con la tecnologia e l’arbitro che non l’aveva a disposizione. È stata accettata bene dai giocatori. Poi dobbiamo imparare che è un test e che prevede determinati casi, altri non sono previsti e in alcuni casi hanno destato confusione».

in collaborazione con Italpress

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