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Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»

Di Francesco esclusivo: «È una Roma da amare»
© Bartoletti

L'allenatore ha passato due ore nella nostra redazione a dieci giorni dal derby, svelando gli obiettivi del club: «I tifosi possono essere fieri della nostra mentalità: uniti possiamo restare in corsa su tutti i fronti»

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 D'Ubaldo-Maida-Splendore

giovedì 9 novembre 2017 08:08

ROMA - Alla fine, mentre visitava uno degli spazi del giornale, non ha resistito: «Avete il biliardino? Allora giochiamo, forza». E’ stato bello, è stato uno spasso. Eusebio Di Francesco ha lanciato la sfida del calcio balilla alla redazione del Corriere dello Sport-Stadio con la stessa naturalezza attraverso la quale ha convinto un gruppo di calciatori affermati a seguire l’allenatore che viene dalla gavetta. In due ore nel nostro quartier generale, rinunciando a metà del suo ultimo giorno libero, Di Francesco ha risposto a tutte le domande, anche le più scivolose, ma ha cercato anche di imparare le dinamiche editoriali, tecnologiche e logistiche del giornale e dell’area digitale a testimonianza di una curiosità non comune.

Nel corso del forum si è parlato del derby imminente, come era giusto, ma anche di rapporti societari, di passione popolare, di mercato, tra aneddoti divertenti e retroscena interessanti. Essendo partito da lontano, Di Francesco è il primo a sapere di essere all’inizio di un percorso affascinante e complicato. Ma con la forza delle idee, che sono state mutuate da altri allenatori per poi assumere un’identità autonoma, non dubita di poter guidare la Roma verso grandi traguardi tanto in Italia quanto in Europa. Perché se giochi sempre con la giusta mentalità, pur rispettando ogni avversario, i frutti del lavoro prima o dopo arrivano.

Di Francesco, quando ha capito che sarebbe diventato l’allenatore della Roma?

«I primi contatti risalgono all’inizio di maggio. E i miei dirigenti lo sapevano, perché li ho sempre tenuti al corrente della trattativa. L’ufficializzazione è arrivata...a casa di Sacchi».

A casa di Sacchi?

«Sì, nel senso che ero in un ristorante di Fusignano con tutta la squadra. Dovevamo giocare lì un‘amichevole. Mi arriva una telefonata e un dirigente della Roma mi dice che è fatta. Io ero così contento da rispondere solo: ok, ci vediamo»

[...]

Schick a che punto è come testa? La sua intervista ha fatto discutere.

«Non ho ancora avuto modo di parlargli direttamente ma ho saputo che è stato male interpretato. Purtroppo non è stato bene fisicamente e l’ho potuto allenare poco ma vi assicuro che ha dei mezzi tecnici impressionanti. E poi è molto agile pur avendo un gran fisico. Ora vuole e deve dimostrare di essere da Roma».

Quando lo conosceranno i tifosi?

«Spero di convocarlo già per il derby. Convocarlo eh, mi raccomando, non scrivete che giocherà subito. La settimana prossima proveremo a rimetterlo in gruppo».

Leggi l'intervista completa sull'edizione digitale del Corriere dello Sport-Stadio

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