Roma, addio De Rossi: ecco come sarà la festa
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Roma, addio De Rossi: ecco come sarà la festa

Olimpico tutto esaurito, ci saranno più spettatori domenica sera contro il Parma, che all'addio di Totti. Ranieri chiede che sia solo una festa ma il clima resta rovente

ROMA - Più di Totti. Esauriti dalla Roma, esaurito per De Rossi. Già 38.000 biglietti venduti per la partita contro il Parma, domenica allo stadio Olimpico, un momento sadomasochistico che investe l’anima: il commosso saluto a DDR. Preparate i fazzoletti, si piangerà tanto. Dice bene l’ex compagno Olivier Dacourt, francese nostalgico, intervistato da Aliprandi di Corriere dello Sport.it: «Con De Rossi non si è andato a toccare un calciatore, ma un sentimento». Peccato che qualcuno, pur non sottovalutando il problema, abbia deciso di risolverlo unilateralmente.


L’ATTESA - Sono quindi 61 mila i tifosi già sicuri di un posto all’Olimpico. Per l’ultima di Totti, due anni fa, erano poche centinaia di meno, perché il settore ospiti era stato lasciato semivuoto per questioni di sicurezza agli ospiti del Genoa. Stavolta invece i pochi tifosi del Parma, in una specie di deja-vù di 18 anni fa, verranno sistemati a ridosso dei Distinti Nord, nella parte alta della Monte Mario. Spettatori di una festa, ancorché molto diversa da quella del 2001.

PALPITAZIONE - Nel 2001, mentre Totti vinceva in campo lo scudetto, De Rossi giocava con la Primavera e assisteva al trionfo. Avrebbe esordito pochi mesi dopo, a ottobre in Champions League contro l’Anderlecht, con un caschetto biondo da adolescente sfrontato. La sua sfortuna, e il suo vero rimpianto, è aver cominciato troppo tardi per festeggiare con il fratellone Francesco. Ma non è questa l’unica diff erenza tra i due commiati dalla Roma. Totti ha scelto di ritirarsi, lanciando un pallone verso la Curva Sud, dopo aver letto un’accorata lettera turbata dal pianto. De Rossi invece vuole giocare e probabilmente lo farà altrove (attenzione: non per forza negli Stati Uniti o nel Boca). Di sicuro non nella Roma visto che Pallotta, da noi invitato a chiarire i motivi della destituzione del capitano, ha soltanto risposto con un laconico «Io non torno indietro, anche se mi tirate merda addosso». Ma sarà diverso anche il cerimoniale, rispetto a Totti: De Rossi accoglierà volentieri i cori, gli striscioni e gli applausi ma vorrebbe una chiusura più soft, senza tante lacrime. Non sarà accontentato: molti tifosi già tremano per l’emozione. Intanto, da calciatore bravo a gestirsi, ha recuperato una buona condizione fisica e giocherà dall’inizio: Ranieri lo ha tenuto fuori contro il Sassuolo proprio per non rischiare di rovinare la serata.

UMORI - Proprio Ranieri, che ha anticipato tempi duri per la Roma in vista della prossima stagione, ha fatto un appello ai tifosi perché sospendano la contestazione alla società e si dedichino solo a omaggiare la bandiera De Rossi. Anche questo proposito non si avvererà: il clima da questo punto di vista rimane arroventato. E se due anni fa, per Totti, il regalo fu la conquista del secondo posto e della Champions, stavolta la squadra non potrà festeggiare niente.

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