Roma, Fonseca non pensa allo stop: "L'obiettivo è arrivare in fondo all'Europa League"

Il tecnico portoghese conferma gli obiettivi stagionali, non pensando alla possibile interruzione del campionato: "Dobbiamo arrivare quarti"
© lapresse

ROMA - Stop delle competizioni? No grazie, Paulo Fonseca è concentrato esclusivamente sull'eventuale ripresa e sugli obiettivi da raggiungere. In Serie A è la corsa al quarto posto, in Europa League è arriva più in fondo possibile. Il tecnico portoghese torna a parlare della Roma in un’intervista inedita di Fox SportsBrasile.

Su Mourinho, Klopp o Guardiola
“Tra gli allenatori portoghesi nel mondo, Mourinho è la nostra bandiera. E’ stato un innovatore sotto molto aspetti in un momento in cui il calcio portoghese era in trasformazione e ha un percorso ineguagliabile. Klopp è l’allenatore del momento, ha costruito una squadra molto forte, ma ha avuto un pò di tempo alla disposizione. Ha un carattere e una personalità uniche che io apprezzo molto, però devo dire che io ammiro molto Guardiola. Non esiste e non esisterà probabilmente un’altro allenatore come Guardiola anche per quello che ha fatto nelle sue squadre.”

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Sulla scelta tra Cristiano Ronaldo e Eusebio
“Io non ho avuto il privilegio di vedere Eusebio giocare dal vivo, ero molto piccolo, ma so che è stato uno dei migliori del mondo. Non ho dubbi di affermare che le cose che sta facendo Cristiano Ronaldo sono al di sopra di quelle fatte da qualsiasi altro calciatore portoghese. Posso dire che CR7 ha già superato Eusebio, benche’ sia nato anch’io in Mozambico come Eusébio e ho un grandissimo rispetto per lui.”

Gli obiettivi della Roma in questa stagione
“La Roma è in un periodo di totale trasformazione. Ha un nuovo allenatore, un nuovo direttore sportivo e una squadra nuova. Stiamo costruendo le basi per il futuro. Ci piacerebbe arrivare in Champions sia attraverso il quarto posto in Serie A sia attraverso un’eventuale vittoria in Europa League, dove dobbiamo giocare contro il Siviglia, una squadra molto forte e una grande tradizione in questo torneo. Il nostro obiettivo è arrivare lontano in Europa League”.

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Sul lavoro con i calciatori brasiliani
“Non voglio parlare di nessuno in particolare in Brasile, altrimenti scriveranno che la Roma è interessata a questo giocatore. Nella mia carriera ho sempre lavorato con molti brasiliani. Allo Shakhtar ho vissuto una situazione molto particolare, perché metà della squadra era brasiliana e devo dire che tutti mi hanno aiutato molto ad integrarmi. Taison, Marlos, Fred, Bernard, Ismaili, Alan Patrick sono tutti grandi uomini e grandi professionisti, con i quali ho avuto il piacere di lavorare. Qui nella Roma abbiamo Juan Jesus e Bruno Peres ed io sono sempre stato un tifoso del calciatore brasiliano”.

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Il suo adattamento da allenatore offensivo in un campionato difensivo
“È vero che il calcio italiano ha questa immagine di essere molto difensivo. Ora che sono qui, posso dire che è vero che le squadre italiane sono molto forti del punto di vista difensivo, con una organizzazione molto forte, però in questo momento che sono a casa ho verificato in quali campionati europei si fanno più goal e la Serie A e’ la seconda in numero di goal segnati (al momento dello stop) subito dietro alla Premier, ma dove si sono giocate più giornate. Questo prova che il calcio italiano è anche un calcio offensivo. È un calcio che riesce a coniugare l’attacco con il rigore difensivo. Io sono un allenatore cui piace dominare il gioco, dirigere la partita, e giocare nella meta’ campo offensiva. In un club come la Roma non potrei essere diverso. Negli ultimi mesi, stiamo cercando di costruire una squadra dominante che sia sempre vicina a dirigere il gioco e segnare. Questo è un campionato dove ogni partita ha una storia a se ed è difficile segnare, però non rinuncio di avere una squadra offensiva”.

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