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Pallotta-Roma, il dilemma: vendere o resistere

Il valore del club giallorosso è calato, Friedkin è pronto a subentrare. Ma Jim potrebbe prendere tempo

Pallotta-Roma, il dilemma: vendere o resistere
© Bartoletti

ROMA - Il big bang della pandemia ha scremato il novero delle possibilità: James Pallotta ne vede un paio all’orizzonte e oscilla quotidianamente nel dubbio tra vendere a prezzo di saldo oppure resistere spavaldo alla guida della navicella Roma.

Piano A

Nel primo caso, troverebbe un porto sicuro: Dani Friedkin, stimolato dal figlio Ryan, resta ancora in contatto con il collega americano, con la ferma intenzione di portare a termine l’acquisizione. Lo ha scritto la stessa Roma nella recentissima relazione semestrale, certificando la sopravvivenza della trattativa alla malattia del mondo. E’ evidente che il prezzo lordo pattuito a fine dicembre, intorno ai 710 milioni compresa l’eredità debitoria, non è più ragionevole, in un contesto drammatico per l’industria calcio. Prima del Covid, Pallotta e i suoi soci avevano calcolato una plusvalenza da 80 milioni rispetto a quanto investito. Ma adesso il margine si assottiglia e anzi rischia di diventare perdita. Eppure l’ipotesi di tagliare la corda è ancora possibile, perché i principali partner della cordata (compreso il colosso Starwood) spingono per uscire dal business. E perché la class action molto vigorosa che una cinquantina di piccoli azionisti ha depositato in un tribunale del Delaware costituisce una seccatura che potrebbe fungere da catalizzatore dell’accordo finale con Friedkin o con qualunque altro soggetto interessato alla Roma. Pallotta intanto è costretto a onorare le scadenze, che lo porteranno entro il 31 dicembre a completare l’immissione di 135 milioni necessari a coprire l’aumento di capitale. E non si esclude che il Cda non sia costretto a deliberarne un altro nel 2021, dal momento che le previsioni economiche sono allarmanti. In generale e in particolare.

Piano B

La seconda opzione è resistere all’uragano, ragionando in prospettiva. Entro un paio d’anni l’economia mondiale dovrebbe riprendere a mulinare redditività, favorendo un corretto riposizionamento del marchio As Roma sul mercato. Verso questa soluzione propende il comportamento tenuto nelle ultime trattative, Friedkin escluso. Pallotta non ha mai considerato offerte al di sotto dello standard ritenuto congruo. Ad esempio da un gruppo del Qatar di cui si è molto parlato nei mesi scorsi.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport

 

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