La Roma di Friedkin: ok a Totti ma prima la rifondazione

Completata l’Opa e nominato il nuovo ds, si potrà individuare un ruolo adatto a Francesco
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Roberto Maida

ROMA - «Tornerò a tempo debito». In questa frase pronunciata da Totti c’è la verità di oggi: non è ancora il momento di pensare a un ricongiungimento con la Roma. E’ un percorso quasi inevitabile, scritto, che però non può precorrere il corso naturale degli eventi. In questi giorni, in queste ore, Dan Friedkin sta pensando soprattutto all’impalcatura della società, all’Opa e alla successiva assemblea degli azionisti, con la contestuale formazione del nuovo Cda. Le questioni manageriali, demandate in toto a Fienga che è stato confermato come Ceo, verranno dopo, con la priorità al direttore sportivo: nessuno intende continuare ad avvalersi di consulenti esterni per fare il mercato. O verrà promosso De Sanctis, che sta lavorando con impegno per onorare l’incarico formale che gli è stato assegnato, o verrà assunto un nuovo direttore all’esterno: si tratti di un profilo tipo Rangnick, che si sta proponendo anche mediaticamente, o di Ausilio, che non va d’accordo con Conte all’Inter. Totti potrà essere la fi gura che completerà il management più avanti, con un ruolo operativo, quando la Roma di Friedkin avrà già assunto un’organizzazione precisa.

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Apprezzamento

Intanto il boss, così come la governance del club, ha apprezzato le parole di Totti. Nessuno ha letto nell’intervista un’autocandidatura, o la volontà di mettere pressione; semmai un elegante benvenuto a Friedkin in vista di una chiacchierata che prima o poi avverrà, fatalmente. E’ vero che Fienga ha conservato un rapporto di enorme rispetto con Totti, al quale non ha mai voluto rispondere nell’ultimo anno. Ci sono stati tanti momenti in cui qualcuno gli aveva suggerito di replicare alle punture mediatiche del Capitano. Ma Fienga ha deciso sempre di soprassedere, comprendendone la delusione per la rottura. Anzi. Era stato proprio Fienga, fino all’ultimo, a cercare di ricomporre lo strappo, per evitare l’addio alla Roma. E questo rende possibile un ritorno, naturalmente se Friedkin lo riterrà funzionale alla crescita della società[...]

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