Ds della Roma, Campos full time ma solo da giugno: ecco le alternative

Il nuovo direttore sportivo comincerebbe a lavorare come consulente ma poi il club lo vorrebbe nella capitale
Roberto Maida

ROMA - Il punto in classifica ancora non c’è, la Roma resta a 11, ma la piccola speranza di vincere il ricorso contro lo 0-3 a tavolino di Verona ancora resiste. Semplicemente perché ieri la società ha chiesto e ottenuto un rinvio a lunedì dell’audizione, a cui avrebbe partecipato il Ceo Fienga, per ragioni personali di uno dei personaggi coinvolti nella questione. Dunque i Friedkin dovranno attendere per sapere se la loro imbattibilità sul campo si rispecchierà anche nei reali valori numerici. Ma il pasticcio Diawara, determinato chiaramente da un errore in buona fede che nessun vantaggio ha creato alla squadra, sarà difficile da sistemare perché il regolamento, purtroppo per la Roma, parla abbastanza chiaro.

Il nodo legato allo Stadio della Roma

Ad ogni modo la proprietà continua il giro di incontri, non solo a Roma, nel mondo istituzionale e industriale, con l’obiettivo di capire i tempi di realizzazione del progetto Tor di Valle, incagliato e arrugginito tra le secche della politica. I Friedkin ritengono saggio aspettare prima di cambiare completamente obiettivo e interlocutori, dal momento che in primavera le elezioni comunali possono stravolgere la giunta e i comportamenti ondivaghi di molti consiglieri di Virginia Raggi potrebbero non essere più determinanti nello stallo. Soltanto se capissero che l’iter di Tor di Valle verrà bloccato definitivamente, i proprietari della Roma accetterebbero i consigli di alcuni personaggi molto influenti della città e valuterebbero un accordo per un altro progetto e un’altra area.

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Il totonomi per il nuovo ds della Roma

E a proposito di consigli. Per quanto riguarda il direttore sportivo, o comunque il capo dell’area tecnica che dovrà gestire il mercato e lo spogliatoio, la gara ad eliminazione ha lasciato un unico candidato forte, il portoghese Luis Campos, che si sta disimpegnando dal Lilla. Difficilmente si staccherebbe dalla dimora di Montecarlo, almeno nel breve periodo. Ma la speranza concreta dei Friedkin, che hanno incontrato Campos più volte, è che il sostegno in termini di consulenze possa bastare fino a giugno. Campos poi sbarcherebbe a Roma per occuparsi a tempo pieno della società. Solo che garanzie da questo punto di vista non ce ne sono. Almeno, Campos non le ha date. Ed è la ragione per cui Fienga, che vuole scongiurare un Baldini bis, cioè un dirigente lontano che si relaziona alla proprietà delegittimando la politica interna, ha proposto varie soluzioni alternative, da Piero Ausilio dell’Inter a Giovanni Sartori dell’Atalanta. Ma non sembrano opzioni praticabili, in questo momento. Intanto, ieri è andata in scena la prima udienza sul caso Petrachi: l’ex ds ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro per il recente licenziamento. Il primo round è stato interlocutorio, le parti si riaggiorneranno a fine mese.

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