Roma e Zaniolo, prove di disgelo

Contatto chiarificatore, con due possibili esiti: un addio a certe condizioni o rinnovo a fine estate
Roma e Zaniolo, prove di disgelo© LAPRESSE
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Roberto Maida

Il caldo fuori, il gelo dentro. Mentre le temperature da record sfiancano gli italiani, la Roma e Nicolò Zaniolo provano a togliere dal freezer la loro relazione diplomatica per raggiungere un equilibrio conveniente per tutti. Una tregua è necessaria, per organizzare una strategia efficiente.

Il caso

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, le parti hanno avuto un contatto chiarificatore che è stato utile per organizzare il futuro. Al di là di ciò che è successo e di ciò che si è immaginato, la Roma ha preparato due strategie che Zaniolo in questo momento è obbligato a rispettare: 1) è pronta a trattare una separazione dietro a una valutazione complessiva di almeno 50 milioni, considerando che deve girare il 15 per cento della rivendita alla gongolante Inter; 2) se Zaniolo resta alla Roma, dimostrando in campo di meritare lo status di campione, verrà convocato per il rinnovo del contratto auspicato.

Disgelo

Zaniolo non ha problemi ad aspettare ormai, perché scommette su se stesso. Superato l’anno di rodaggio dopo la doppia operazione, battuta la paura di nuovi incidenti, è sicuro che la prossima sarà la stagione più bella di sempre. Qui o altrove. Non ha mai chiesto alla Roma di andare via. Ha chiesto solo, con una certa insistenza, di ottenere un contratto migliore per durata e bottino, dal momento che diversi compagni poco utilizzati (ad esempio l’esubero Diawara) guadagnano più di lui. A gennaio il famoso rinnovo gli era stato promesso. E alla Roma sarebbe costato relativamente poco. Ma poi i Friedkin hanno preferito rinviare ogni trattativa, bloccando la proposta che Zaniolo aspettava. Ma andiamo avanti. Dopo la finale di Tirana, che lui ha deciso con un gol da fenomeno, Zaniolo avrebbe desiderato una telefonata che lo rassicurasse, magari con un appuntamento per parlare del futuro. Invece la Roma ha preferito tenere il punto, forte di un contratto ancora gestibile. Semplicemente perché a Trigoria non sono disposti a discutere un contratto - che sia per Zaniolo o per Cristante o per Spinazzola, anche loro in scadenza 2024 - solo su sollecitazione dei giocatori. Lo faranno quando lo riterranno opportuno, pur sapendo di incorrere nel rischio di spendere di più: se saprà mantenere le promesse che si è fatto, Zaniolo potrà ottenere ciò che vuole l’anno prossimo, a un anno dalla scadenza.

Magma

La sensazione, o meglio la certezza, è che le parti sperino che qualcuno risolva l’impasse. Qualcuno che arrivi da fuori e favorisca la separazione, ormai considerata tollerabile. Per la Roma che ha bisogno di incassare denaro per alleggerire le perdite di bilancio e per Zaniolo che mira a essere trattato da fuoriclasse. Ma proprio per questo occorre allinearsi sull’obiettivo. Se il procuratore, Claudio Vigorelli, deve produrre una proposta interessante dall’Italia, la Roma sta accettando di rivedere le richieste: non pretende più 60 milioni cash, è scesa a 50 con l’inserimento nella trattativa di un calciatore gradito. Per ora tuttavia, a parte i contatti informali con la Juve e con il Milan, nessuno si è davvero avventurato in un ragionamento concreto. Siamo solo alla fine di giugno, il tempo non manca, ma nessuno vorrebbe portare troppo avanti il tormentone estivo: anche certe hits da Mp3, se ascoltate troppo spesso, diventano stucchevoli. Inoltre il campionato comincia il 13 agosto. Tanto la Roma quanto Zaniolo vogliono decidere prima cosa fare. Anche per questo hanno un interesse convergente che non può prescindere da una distensione nei rapporti.

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