Roma-Feyenoord, libertà e sicurezza: si può fare

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Roma-Feyenoord, libertà e sicurezza: si può fare© ANSA
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La sindrome dell’Eintracht aleggia sulla vigilia dei due confronti di Europa League tra Roma e Feyenoord. A due settimane dalla gara di andata a Rotterdam non è dato di sapere se ai tifosi romanisti sarà concesso di seguire la squadra in Olanda e a quelli olandesi di venire in Italia. I due permessi, o piuttosto i due divieti, sono corrispettivi, ma l’impasse nasce qui. Perché le autorità orange tentennano in attesa che Roma decida. E Roma tace. 

Roma-Feyenoord, ma cosa aspettate?

Le polemiche

L’eco delle polemiche per la devastazione dei tedeschi a Napoli risuona ancora nelle stanze del Viminale. Un’altra figuraccia sarebbe insostenibile per una politica che sull’ordine pubblico sta faticando a mantenere ciò che ha promesso. Ma ogni ora che passa fa le decisioni più difficili e più contraddittorie. La circostanza che Roma sia temporaneamente senza prefetto aggiunge suspense al racconto del giallo, ma non al giallo stesso. Perché per la rilevanza della scelta e per la centralità che l’ordine pubblico ha nell’agenda del governo, l’ultima parola, e quindi la responsabilità della stessa, toccherebbe in ogni caso al ministro dell’Interno in persona. Comunque deciderà, Matteo Piantedosi scontenterà qualcuno: l’Uefa, che invoca apertura e libertà di circolazione per i tifosi, o piuttosto il sindaco Roberto Gualtieri, che vorrebbe erigere invalicabili mura antiolandesi attorno alla città eterna. Le emozioni si dispongono in contrapposizione le une con le altre e svelano, almeno fin qui, la mancanza di una strategia. La memoria degli incidenti del passato ha il suo peso: nessuno ha dimenticato il vandalismo degli ultrà del Feyenoord nel 2015 contro la Fontana della Barcaccia, in una pur sorvegliatissima piazza di Spagna. E nessuno ignora che la ruggine tra le due tifoserie non è stata scrostata dal tempo, se è vero che a Tirana, in occasione della finale di Conference decisa dal gol di Zaniolo, romanisti e olandesi se le sono date di santa ragione. 

Spettacolo e sicurezza

Ci sono molti motivi per approntare una strategia, nessuno per prendere tempo, impedendo tra l’altro ai tifosi giallorossi di programmare la loro trasferta e di comprare il biglietto per la gara decisiva di Rotterdam del 20 aprile. È troppo pretendere un piano in grado di garantire la fruibilità dello spettacolo, contenendo le limitazioni alla libertà individuale? È proprio il precedente di Napoli a suggerire una risposta risoluta e coraggiosa. L’interdizione decisa nei confronti degli ultrà tedeschi non ha impedito loro di assediare e mettere a ferro e fuoco la città, prenotando come altrettanti turisti una stanza negli alberghi del lungomare. Questo per dire che è velleitario, oltre che dannoso, proibire lo stadio in occasione di partite che sono il cuore di un’intera avventura sportiva. Velleitario perché il divieto rischia di scatenare l’azzardo dei più violenti. Dannoso perché il calcio senza le opposte tifoserie è come la carbonara senza il guanciale. Garantire lo spettacolo e insieme la sicurezza è un compito difficile, ma doveroso. Si prendano accordi con la polizia olandese, si censiscano nominativamente gli acquirenti dei biglietti, si studino percorsi protetti per l’accesso allo stadio e per il deflusso, si proteggano i luoghi sensibili della capitale. È faticoso, ma necessario. La polizia italiana ha il know how per gestire situazioni di ordine pubblico complesso. Una rinuncia a difendere la città aperta, senza chiuderla, sarebbe una sconfitta per molti. 


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