Lukaku e Dybala, il dato sui big match fa discutere

In due hanno segnato 24 reti. Ma solo 3 volte hanno inciso nelle partite più importanti
Roberto Maida
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Sono campioni, sono professionali, sono onirici, ma non determinano più. Non quando affrontano avversari forti e la tensione delle partite sale. Sembra incredibile guardando i numeri generali, per non parlare del curriculum, eppure Lukaku e Dybala come coppia non hanno saputo cambiare la Roma. L’Inter, che li avrebbe voluti insieme, ha scoperchiato un problema. Se è vero che i gol si pesano e non si contano, non bastano le 24 reti complessive erogate dal sodalizio per definire la loro stagione soddisfacente. Perché nelle partite importanti l’incidenza diminuisce otto volte tanto. Tra campionato e coppe, Lukaku ha segnato solo 2 reti nelle grandi sfide e Dybala una (contro l’Atalanta) su rigore. E’ poco, troppo poco in relazione alle aspettative e agli stipendi.

I numeri di Lukaku

La crisi di Lukaku è più visibile. Non solo per i due errori che hanno impedito alla Roma di pareggiare contro i vecchi compagni dell’Inter, ma anche per un rendimento che negli ultimi quattro mesi è crollato: dopo la doppietta di Cagliari, ha prodotto 4 gol in 15 giornate (non contando ovviamente la partita saltata per squalifica a Bologna). Nel 2024 Lukaku ha segnato appena 2 reti: una al Verona, primo acuto dopo il cambio di allenatore, e una alla Cremonese in Coppa Italia. In otto partite giocate tutte dall’inizio alla fine. E’ possibile che dipenda dalla stanchezza, come ha osservato De Rossi. Il gigante non riposa mai e deve rispondere ai limiti del suo poderoso fisico. Ma la sensazione è che, a dispetto di comportamenti inappuntabili in allenamento, Romelu stia vivendo una fase della carriera in cui i difetti - anche caratteriali, nelle partite nervose - emergono più facilmente dei pregi. Nelle ultime tre stagioni, non a caso, ha sempre offerto prestazioni altalenanti alle sue squadre: Chelsea, Inter, Roma e anche il Belgio, che ha contribuito a condannare al Mondiale in Qatar. Ma visto che parliamo di un grande centravanti, è opportuno aspettarsi una reazione. Magari già giovedì a Rotterdam, dove la Roma ricomincia il cammino in Europa League.

Roma, i gol di Dybala

Contro il Feyenoord lo scorso anno fu decisivo Dybala, costretto subito alla sostituzione in Olanda ma rientrato in tempo all’Olimpico per inventare la giocata che diventò la ruspa di Mourinho. La speranza di De Rossi è che si ripeta in questo playoff. Anche per Paulo le soddisfazioni in questa stagione sono state poche, a causa dei soliti problemi fisici che lo hanno fermato puntualmente quando stava per tornare al top. Nel suo caso il problema è tutto lì. Se sta bene, è in grado di cambiare faccia alla Roma e a qualunque squadra. Si è visto contro il Cagliari, per esempio. Ma i tanti infortuni lo depotenziano. Dybala ha già saltato due partite con il Milan e una con l’Inter, non c’era a Bologna e contro la Fiorentina si è fatto male dopo il magnifico assist per Lukaku che aveva portato in vantaggio la Roma. Se invece è rimasto in campo almeno un tempo, nei big match ha fatto spesso cilecca: prima che contro l’Inter era stato ininfluente allo Juventus Stadium, casa sua, e nei due derby, tra campionato e Coppa. Alla Lazio, da quando è della Roma, Dybala non ha mai creato imbarazzi: anomalie di un fuoriclasse.


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