Roma, oggi il funerale di "Marchetto": il ricordo e quella battuta di Totti
Marco Mascarucci aveva 36 anni, era a casa, aspettava che la fidanzata gli portasse un po' di gelato visto che non era in gran forma. Aveva il Covid in forma lieve, niente di che. Una settimana fa però dopo aver scritto un messaggio nella chat di famiglia poco dopo le 12, il suo cuore ha smesso di battere. All'improvviso. L'autopsia ha chiarito le cause del malore fatale (infarto) ma la scienza non può spiegare, ed è anche giusto così, l'enorme affetto che la sua morte ha scatenato. Oggi sono in programma i funerali: era un grande tifoso della Roma Marco detto "Marchetto" ed era riuscito a coniugare l'amore di una vita con il lavoro, visto che, da designer di interni impiegato in uno studio di architetti, si occupava di coordinare gli allestimenti della Toyota Fan Zone. Anche se era stanco, ha raccontato suo fratello Plinio, Marco trovava sempre tempo per lavorare con la Roma: "Gli dava tantissima gioia contribuire a un'esperienza così fuori dallo stadio. La stanchezza non la sentiva". L'amore per la Roma, per De Rossi e per Totti sì e l'ha accompagnato fino all'ultimo.
Tifoso Roma morto all'improvviso, la battuta di Totti
E proprio a Totti, racconta suo fratello, è legato un aneddoto divertente: "Quattro anni fa, l'estate del Covid, mio fratello lo incontrò al mare, a Sabaudia. Gli chiese una foto e Francesco, col suo fare ironico e diretto, gli disse di sì ma di non avvicinarsi troppo, anche se erano all'aperto, che girava il Covid. Lo disse in modo simpatico, tanto che tutti scoppiarono a ridere. Ecco, mi piacerebbe ricordare così mio fratello. Un bravo ragazzo, un lavoratore, una persona sorridente".
