I Top e Flop di Lens-Roma: Soulé in crescita, Wesley e El Aynaoui in ritardo

I voti ai migliori e peggiori tra i giallorossi: bene l'argentino, più indietro i nuovi
Giorgio Marota
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INVIATO A LENS - Cinque vittorie su cinque sono un bel modo per cominciare una nuova storia. Soprattutto se il pokerissimo viene calato contro una squadra finalmente di valore, arrivata ottava nell'ultima Ligue1 e più vicina della Roma al debutto il campionato. Il 2-0 di Lens con i gol di Mancini nel primo tempo e di Soulé nella ripresa ha mostrato una formazione in crescita, con qualche lacuna ancora da colmare soprattutto nei momenti difensivi e nel coordinamento del pressing, ma comunque ben avviata sulla strada gasperiniana. Questi i calciatori che a tre settimane dal debutto in Serie A contro il Bologna sembrano più in forma e più indietro di condizione.

In crescita

Soulé 8
E se la ricerca spasmodica di un’ala offensiva sul mercato avesse suscitato in lui il coraggio e la sfrontatezza che Gasperini gli sta chiedendo di tirar fuori da settimane? È una possibilità concreta, vista la prestazione da star nel pomeriggio di Lens. L’argentino ha giocato di sciabola e di fioretto, ha dialogato con Ferguson come se si conoscessero da una vita, ha incassato almeno quattro calcioni dagli avversari e in altre tre circostanze è sgattaiolato via dalla morsa dei difensori del Lens come un’anguilla. Partiva da destra, con il passare dei minuti però si è impadronito di tutto il fronte d’attacco. Davvero una prova incoraggiante.

Mancini 7,5
Ha fatto da argine pure quando il Lens deborda, nei primi minuti di gioco, poi si è messo a comandare la difesa e i colleghi lo seguono. La fascia di capitano è ancora attorno al braccio sinistro di Mancini e ci è rimasta fino alla sostituzione avvenuta all'89'. Il gol, poi, ha impreziosito una prestazione da leader, dove non è mancato nulla: attenzione, tecnica, fisicità e condizione atletica. Vedendolo giocare, e ricordando i trascorsi atalantini in comune con l'allenatore, si ha una sensazione chiara: la prima maglia che Gasperini quest’anno assegnerà ogni domenica (o giovedì) sarà per lui. 

Celik 7
Movimenti difensivi corretti, tenuta notevole nell’uno contro uno, pressione costante sul proprio uomo di riferimento (Said) e persino un assist, quello dell’1-0. Il terzino che Gasperini ha reinventato centrale sta crescendo di partita in partita, prendendo confidenza con un ruolo inedito. La sua capacità di adattarsi alle circostanze che cambiano continua a impressionare: i romanisti partono sempre con l’idea di non poter contare su di lui e Celik lavora in sordina per smentirli. Una storia già vista.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

In ritardo

El Aynaoui 5,5
I calciatori del Lens, suoi ex compagni, lo hanno lasciato quasi sempre libero di pensare la giocata, ma il pallone dai suoi piedi è spesso partito con attimo di ritardo. Questione di ritmo e di intesa con i colleghi del centrocampo e dell’attacco, ancora da affinare. Qualche contrasto da mediano lo ha in qualche modo riabilitato almeno in fase difensiva, dove deve ancora entrare nei meccanismi del pressing. In più di una circostanza El Aynaoui si è alzato quando doveva abbassarsi ed è rimasto troppo schiacciato quando Koné, Celik e Soulé, quelli del suo stesso triangolo di campo sul centro-destra, avanzavano. È comunque uscito tra gli applausi del suo vecchio pubblico.

Wesley 5,5
Hanno detto “si presenterà tirato a lucido” visto che in Brasile non si è mai fermato nella prima parte dell’estate. Eppure Wesley non è ancora il terzino delle meraviglie per il quale la Roma ha speso 25 milioni di euro strappandolo a una ricca concorrenza. Tempo al tempo, questo è ancora solo calcio d’agosto. Però la scintilla che un po’ tutti si aspettavano a Trigoria non ha brillato nei due primi test contro Cannes e Lens. Le attenuanti dell’adattamento a un calcio, a delle metodologie, a dei movimenti e a un clima diversi gli vanno ovviamente concesse. Anche perché quando scatta in avanti, e lo fa costantemente essendo un laterale offensivo, continua a mostrare un potenziale inesplorato che, se saputo innescare, potrà trasformarsi in dinamite.

Dovbyk 5
È entrato a inizio ripresa ma anziché sfruttare gli ampi spazi lasciati dal Lens ha finito per farsi ingabbiare. Ha iniziato la preparazione più tardi degli altri a causa dei problemi cronici al ginocchio e per colpa di qualche fastidio muscolare, e questo è un alibi che non può essere sottratto dall'analisi del momento dell'attaccante ucraino. Le sirene del mercato e le gerarchie di Gasperini, che continua a preferirgli Ferguson, dovranno però indurlo ad accelerare su tutti i fronti. La Roma quest’anno non lo aspetterà per sempre.


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INVIATO A LENS - Cinque vittorie su cinque sono un bel modo per cominciare una nuova storia. Soprattutto se il pokerissimo viene calato contro una squadra finalmente di valore, arrivata ottava nell'ultima Ligue1 e più vicina della Roma al debutto il campionato. Il 2-0 di Lens con i gol di Mancini nel primo tempo e di Soulé nella ripresa ha mostrato una formazione in crescita, con qualche lacuna ancora da colmare soprattutto nei momenti difensivi e nel coordinamento del pressing, ma comunque ben avviata sulla strada gasperiniana. Questi i calciatori che a tre settimane dal debutto in Serie A contro il Bologna sembrano più in forma e più indietro di condizione.

In crescita

Soulé 8
E se la ricerca spasmodica di un’ala offensiva sul mercato avesse suscitato in lui il coraggio e la sfrontatezza che Gasperini gli sta chiedendo di tirar fuori da settimane? È una possibilità concreta, vista la prestazione da star nel pomeriggio di Lens. L’argentino ha giocato di sciabola e di fioretto, ha dialogato con Ferguson come se si conoscessero da una vita, ha incassato almeno quattro calcioni dagli avversari e in altre tre circostanze è sgattaiolato via dalla morsa dei difensori del Lens come un’anguilla. Partiva da destra, con il passare dei minuti però si è impadronito di tutto il fronte d’attacco. Davvero una prova incoraggiante.

Mancini 7,5
Ha fatto da argine pure quando il Lens deborda, nei primi minuti di gioco, poi si è messo a comandare la difesa e i colleghi lo seguono. La fascia di capitano è ancora attorno al braccio sinistro di Mancini e ci è rimasta fino alla sostituzione avvenuta all'89'. Il gol, poi, ha impreziosito una prestazione da leader, dove non è mancato nulla: attenzione, tecnica, fisicità e condizione atletica. Vedendolo giocare, e ricordando i trascorsi atalantini in comune con l'allenatore, si ha una sensazione chiara: la prima maglia che Gasperini quest’anno assegnerà ogni domenica (o giovedì) sarà per lui. 

Celik 7
Movimenti difensivi corretti, tenuta notevole nell’uno contro uno, pressione costante sul proprio uomo di riferimento (Said) e persino un assist, quello dell’1-0. Il terzino che Gasperini ha reinventato centrale sta crescendo di partita in partita, prendendo confidenza con un ruolo inedito. La sua capacità di adattarsi alle circostanze che cambiano continua a impressionare: i romanisti partono sempre con l’idea di non poter contare su di lui e Celik lavora in sordina per smentirli. Una storia già vista.


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