© BARTOLETTI Roma, la strategia degli stipendi: così è stato abbattuto il monte ingaggi
Il fair play finanziario, spesso considerato un cappio al collo, nel caso della Roma finirà forse per rivelarsi un prezioso assist. Potrebbe infatti diventare un’occasione, certamente imposta dalle regole Uefa che obbligano al mantenimento di un equilibrio economico-finanziario, per rivedere al ribasso qualche spesa esagerata del passato in particolare alla voce “costo del lavoro”. Quello dei giallorossi negli anni scorsi è sempre stato molto elevato, sicuramente tra i più in alti in Italia subito dopo Juve e Inter e in linea con quello del Milan, che nonostante la difficoltà nel mantenere una competitività costante continua a ottenere ricavi piuttosto importanti. I Friedkin si sono messi da tempo sulla strada del risanamento dei conti e Nyon, indirettamente, ha imposto l’accelerata decisiva a un piano che era in cantiere. Oggi il monte stipendi, per quanto riguarda solo i calciatori, è di circa 89 milioni lordi e rispetto al 2023-24 è stato tagliato di oltre 20 milioni.
Le scelte (e le spese) negli anni scorsi
E pensare che la Roma, alla fine del 2020-21, dava ai suoi tesserati qualcosa come 115 milioni lordi di stipendi. Certe storie calcistiche dimostrano come l’equazione "più spendi più vinci" non sempre dia i suoi frutti, soprattutto quando questi soldi, anziché essere investiti in infrastrutture e settori giovanili, finiscono esclusivamente nelle tasche dei tesserati, per natura beni fluttuanti e svalutabili in fretta. Nel 2014, per intenderci, la Roma arrivò seconda con 85 punti e un totale di stipendi che non raggiungeva neppure gli 80 milioni. Altri tempi, obietterà qualcuno, però la crescita progressiva dei salari in casa giallorossa ha avuto l’effetto contrario dal 2018-19 in poi, quando il totale degli emolumenti è quasi raddoppiato e per la prima volta ha sfondato il tetto dei 100 milioni, portando a risultati sempre meno convincenti fino alla sterzata imposta nel periodo successivo alla pandemia. L’uscita, anno dopo anno, di stipendi importanti per atleti over 30 come Nzonzi, Pastore, Pedro, Smalling, Lukaku, Matic e Mkhitaryan, solo per citarne alcuni, ha alleggerito i conti e permesso alla società di ringiovanire via via la rosa.
La rotta del ds Massara: giovani e a buon prezzo
Gli acquisti fin qui chiusi dal nuovo ds Massara indicano la rotta della sostenibilità che la Roma sta continuando a seguire, senza voltarsi più indietro: El Aynaoui ha 24 anni e guadagnerà circa 1,5 milioni netti l'anno, Ferugon ne ha appena compiuti 20 e percepirà dai Friedkin 1,7 milioni per questa stagione in prestito con riscatto, Wesley ne ha 21 e verrà pagato quasi 2 ogni 12 mesi, Vasquez è certamente sotto la quota dei 500 mila euro (ed è arrivato a parametro zero) e Ghilardi, che ha festeggiato a gennaio 22 anni, per la Roma ha accettato poco meno di 1 milione. La strategia degli acquisti è chiara: a Trigoria li vogliono under 25, possibilmente un attimo prima dell'esplosione definitiva per non incorrere in spese folli ed entro i limiti del nuovo tetto salariale che raramente, d'ora in avanti, supererà i 3 milioni di ingaggio.
