Gasperini: “La forza della Roma? Dipenderà da mercato e attaccanti. Il nuovo capitano è un problema che non esiste...”

Dal ritiro al St. George's Park, il tecnico giallorosso fa il punto della situazione sulla preparazione, sulle prospettive dalla squadra e sulle condizioni di Dovbyk, Dybala e Pellegrini
Giorgio Marota

BURTON UPON TRENT (REGNO UNITO) - Alcuni punti fermi e i soliti dubbi, relativi soprattutto al rafforzamento della rosa. Gian Piero Gasperini ha risposto ad alcune domande al termine dell’allenamento del St George’s Park, la casa della nazionale inglese a pochi chilometri da Burton dove la Roma sta lavorando nella seconda parte della preparazione estiva.

Gasperini, un primo bilancio?
"Direi buono. Siamo in una bellissima struttura, dove si può lavorare bene. Siamo nella parte finale della preparazione e questo è un posto ideale anche per il clima. Le partite che stiamo giocando e che giocheremo, poi, sono molto impegnative. Dei bei test".


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Dybala, Dovbyk e l'importanza dell'attacco

Dybala come sta?
"Paulo è qua, sta facendo differenziato, sta recuperando dal suo intervento. Sappiamo che è una situazione che... insomma è da controllare. Speriamo che la prossima settimana si possa unire al gruppo".

Quanti ne mancano dal mercato?
"Beh il conto lo avete fatto voi".

Si sente più soddisfatto rispetto a un paio di settimane fa?
"Dipende da quello che vogliamo fare. È evidente che qualche ruolo vada completato, poi tutto dipenderà da quanto riusciremo a essere forti davanti. Lì determineremo più o meno la forza della squadra. Che sta prendendo una sua fisionomia. La Roma dovrà completarsi. E speriamo anche rinforzarsi, che è una cosa ben diversa".

Cosa serve per essere veramente forti davanti?
"Tutte le squadre spendono grandi cifre per gli attaccanti. Il reparto offensivo è il più ricercato e anche il più costoso. Quando hai giocatori forti in attacco, sei anche più competitivo".

Che lavoro sta facendo con Dovbyk?
"È un centravanti che è stato pagato una bella cifra, aveva fatto molto bene in Spagna, tutto sommato ha fatto i suoi gol anche al primo anno in Italia. È un centravanti di valore. Poi siamo qui per lavorare e migliorare le sue lacune".

Quali sono?
"Beh le vedete anche voi. Sul piano tecnico, lavoro molto sugli smarcamenti, sui movimenti. Alla fine più che il piano tecnico, sono quelli che determinano la capacità di entrare in gioco, oppure di essere troppo in anticipo, troppo in ritardo. È come nella musica, se sei stonato o se hai il tempo giusto".


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Il tassello mancante e l'impatto di Wesley

C’è un tassello più importante degli altri nella sua Roma?
"Direi di no, tutti sono alla pari. Questi ragazzi sono stati encomiabili. È una squadra che lavora, che ha spirito di gruppo, che ha senso di appartenenza. Si potranno dire molte cose, ma non che manchi l’attaccamento".

L’impatto di Wesley?
"Era nella ricerca della Roma. Io lo conoscevo perché l’anno scorso con l’Atalanta: l’avevamo praticamente chiuso e poi è saltato all’ultimo momento. La Roma lo cercava come uno dei primissimi nella sua lista. Essere riusciti a portarlo è importante. Gioca già con la nazionale brasiliana pur essendo un 2003 e ha grandi margini. A quell’età lì giocare al Flamengo con 100 mila persone vuol dire avere un bel bagaglio. Se fosse stato completo sarebbe costato un’altra cifra".

Echeverri?
"Io non parlo mai dei giocatori singoli. Leggo che mi piace, ma non ho mai nominato un giocatore. Rispetto lo scouting della Roma, che è di livello. Poi ci sono le mie conoscenze e i miei suggerimenti".

Cosa cerca lei?
"Noi abbiamo già una squadra quasi formata, in qualche ruolo siamo un po’ contati. Speriamo di poter fare 60 partite. Questo per il completamento. Poi per il rafforzamento la società è alla ricerca di qualcosa in più".


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Il nuovo capitano della Roma

Pellegrini e la fascia di capitano?
"È un problema che non esiste. Ho sempre ragionato sul numero di presenze. I capitani sono 7-8 e spero diventino 15 o 20. La gerarchia è sulle presenze, non ci sono altre gerarchie. Lorenzo ora è fermo, è tornato ad allenarsi, è rimasto a Roma per migliorare la sua preparazione".

Ghilardi?
"Rientra nei profili per il presente e per il futuro della Roma. Hanno chiamato me per cercare di costruire una squadra che punti al futuro su ragazzi giovani".

I calciatori stanno sorridendo oltre la fatica?
"Spero di sì. I ragazzi che ho trovato sono veramente un ottimo gruppo e che voglio. Sotto questo aspetto sono stato molto fortunato".


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BURTON UPON TRENT (REGNO UNITO) - Alcuni punti fermi e i soliti dubbi, relativi soprattutto al rafforzamento della rosa. Gian Piero Gasperini ha risposto ad alcune domande al termine dell’allenamento del St George’s Park, la casa della nazionale inglese a pochi chilometri da Burton dove la Roma sta lavorando nella seconda parte della preparazione estiva.

Gasperini, un primo bilancio?
"Direi buono. Siamo in una bellissima struttura, dove si può lavorare bene. Siamo nella parte finale della preparazione e questo è un posto ideale anche per il clima. Le partite che stiamo giocando e che giocheremo, poi, sono molto impegnative. Dei bei test".


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