Koné, il plus valore: Gasperini non ci rinuncia e la Roma lo blinda© LAPRESSE

Koné, il plus valore: Gasperini non ci rinuncia e la Roma lo blinda

Il club alza il muro per un simbolo come Svilar e Dybala. In Francia lo esaltano chiamandolo "guerriero", i tifosi se lo godono e intanto Manu decolla
Giorgio Marota
4 min

Liberté, Égalité, Manu Koné. In Francia non parlano d’altro che dell’exploit del ragazzo di Colombes, al punto da rendere dissacrante il motto sul quale hanno fondato un’intera nazione. Hanno tutti negli occhi la sua partita contro l’Islanda al Parco dei Principi. Se non l’avete vista, “Equipe de France”, il profilo ufficiale dei bleus, ha pubblicato ieri una sintesi efficace su Instagram che include il repertorio completo del centrocampista tra scivolate, strappi e contrasti, accompagnando la clip con la frase: “Match da guerriero. Manu Koné era ovunque!”. I commenti ve li lasciamo immaginare: si spazia da termini come «fenomeno» e dai suoi sinonimi a espressioni di stupore del tipo «ma dove sei stato finora?» e «quanto sei forte!». Deschamps ha deciso di affidargli le chiavi della mediana un po’ come ha fatto Gasperini dal primo giorno di ritiro. E pensare che la Roma, stretta nella morsa di un attacco da rinforzare, a un certo punto del mercato è stata tentata dall’idea di cederlo per realizzare una plusvalenza. Ora punta a blindarlo

Koné, la Roma vuole blindarlo: la situazione

Koné è arrivato un anno fa per 18 milioni dal Borussia Mönchengladbach. Nel caso in cui una sua possibile cessione portasse a una plusvalenza, i giallorossi dovrebbero destinare ai tedeschi il 10% di quest’ultima. Una cifra che porta inevitabilmente il venditore a un ragionamento: alzare il più possibile il prezzo così da incassare una cifra ritenuta congrua al netto della percentuale di cui sopra. Per la Roma e per il suo ds Massara oggi Koné fa parte degli incedibili, o quanto meno di quelli che potrebbero essere sacrificati sull’altare del fair play finanziario solamente a fronte di un’offerta shock. Ad agosto non sarebbero bastati 45 milioni; tra un anno, soprattutto se Koné dovesse guidare il centrocampo della Francia ai Mondiali, potrebbero volercene quasi 60. Manu, comunque lusingato dall’interesse dell’Inter, resta uno dei beni più preziosi di Trigoria. E fa parte di un ristrettissimo cerchio di simboli riconosciuti ormai su larga globale. Gli altri due giocano dietro e in attacco.  

Roma, Svilar e Dybala due simboli

Di Svilar, eletto dalla Serie A miglior portiere del campionato 2024-25, la stampa internazionale continua a celebrare le gesta tra i pali ma anche a interrogarsi sul caso, più unico che raro, di un calciatore bloccato tra due patrie: da una parte la Serbia, terra dei genitori, che ha rappresentato solo per 45’ in un’amichevole, dall’altra il Belgio, il Paese in cui è nato e che vorrebbe difendere accettando le convocazioni dei Diavoli Rossi. E poi c’è Dybala, la stella da 199 in carriera, il secondo miglior marcatore in attività del campionato (alle spalle di Immobile) con 129 reti. Paulo è l’altro uomo-immagine della Roma: tutti lo vogliono, dai media per le interviste agli sponsor per legare il proprio nome a un calciatore che in A resta uno degli ultimi fantasisti puri, in grado di accendere il pubblico con la qualità dei grandi numeri dieci del passato. Koné, Svilar e Dybala e con loro, in potenza, calciatori come Soulé e Ferguson, sono i pilastri della Roma del presente e del futuro


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