La Roma verso il derby: El Aynaoui ci riprova, Tsimikas chiede spazio

Senza Dybala e Bailey, il marocchino è favorito su El Shaarawy per affiancare Soulé sulla trequarti
Giorgio Marota
4 min
ROMA - Provaci ancora, Neil. È il titolo, a tinte giallorosse, di un derby in cui Gasperini non potrà permettersi il lusso di sperimentare viste le poche alternative sulla trequarti. Senza Dybala, che nella migliore delle ipotesi tornerebbe per Roma-Verona del 28 settembre ma che presumibilmente i romanisti rivedranno solamente con il Lilla il 2 ottobre, e soprattutto con l’assenza prolungata di Bailey, che dopo la lesione al retto femorale accusata il 20 agosto spera nella prima convocazione per la trasferta di Nizza di mercoledì prossimo, il nome di El Aynaoui è uno slogan tornato in voga nonostante la prestazione anonima contro il Torino. Il marocchino, provato ieri ancora sulla trequarti, sarebbe il garante dell’equilibrio tattico della squadra: permetterebbe alla Roma di passare facilmente, anche a gara in corso, dal 3-4-2-1 al 3-5-2. 

La stagione di El Aynaoui finora

Nella migliore delle ipotesi, Neil garantirebbe più palleggio e soluzioni di scarico per i compagni in una zona del campo dove la Lazio difende e costruisce con un blocco di tre giocatori, evitando così di mettere Koné e Cristante in inferiorità numerica nelle due fasi al cospetto dei centrocampisti di Sarri. El Aynaoui aveva cominciato il ritiro con la Roma giocando da centrocampista centrale e facendo coppia con Koné, poi l’allenatore lo ha fatto avanzare, gara dopo gara, fino a fargli occupare una delle due posizioni alle spalle del centravanti a partire dal match contro l’Everton. Nel test di Liverpool, il marocchino aveva garantito inserimenti e anche coperture intelligenti, dimostrando di saper interpretare il ruolo di trequartista con caratteristiche diverse rispetto agli argentini Soulé e Dybala e agli italiani Baldanzi ed El Shaarawy. Allora, come adesso, Paulo non era a disposizione. Eppure, contro il Torino, l’ex Lens è stato ingabbiato dalle mercature di Asllani e Casadei e ha vissuto 45 minuti in apnea, vagando per il campo in cerca della posizione giusta, prima di essere sostituito all’intervallo. Se, come sembra, verrà riproposto nel ruolo durante il derby, quella di Gasp non sarebbe stata una bocciatura.  

Le gerarchie nella Roma

Per le altre scelte, il tecnico ha chiaramente in testa un blocco di titolari ai quali difficilmente rinuncerà. "Ho uno zoccolo duro - ha confermato nella penultima conferenza stampa - poi le gerarchie possono cambiare. Ma così come non ho preclusioni, non regalo niente a nessuno". Svilar continuerà a essere il padrone dei pali, Hermoso, Mancini e N’Dicka sono ormai considerati i titolari della difesa in attesa che Ziolkowski e Ghilardi sboccino e mettano in crisi l’allenatore. Wesley agirà a destra senza ulteriori pensieri di turnover (riposerà a Nizza, dopo aver stretto i denti già col Toro), Cristante e Koné formeranno la coppia centrale in mezzo al campo, mentre a sinistra Tsimikas, l’esterno mancino arrivato sul gong del mercato dal Liverpool, sta cominciando a insediare seriamente Angeliño. Soulé e Ferguson occuperanno due caselle in avanti con El Aynaoui favorito appunto su Baldanzi ed El Shaarawy, due possibili frecce da scoccare a gara in corso. Dovbyk, al momento, non è nei piani del tecnico. "Non ho mai pensato di farlo entrare", ha ammesso dopo la sconfitta di domenica all’Olimpico. Gasperini vuole prima che Artem gli mostri dedizione e applicazione in allenamento. Evidentemente l’ucraino è ancora distratto e disorientato, non soltanto tatticamente.  


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