© AS Roma via Getty Images Soulé: "Il derby è speciale. Ranieri mi ha dato un grande consiglio, Dybala è un fratello maggiore"
Cresce l'attesa per il derby della Capitale, in programma domenica 21 settembre alle ore 12:30. L'attesissima sfida tra la Roma di Gasperini e la Lazio di Sarri, valida per la quarta giornata di campionato. Alla vigilia della sfida Soulé, in rampa di lancio con i giallorossi, ha concesso un'intervista ai microfoni di Dazn (disponibile in app).
Soulé: "Ranieri mi ha dato un grande consiglio"
"Quella del Derby è una settimana speciale e diversa dalle altre - le prime parole di Soulé -, tuttavia dobbiamo mantenere la tranquillità anche in questa partita. Se diamo il 100% in ogni partita, in questa dobbiamo dare il doppio. Il nervosismo ci sarà, ma poi sono convinto che appena inizia la partita tutte le ansie andranno via. Ranieri lo ringrazio. Ho trovato continuità e la fiducia che volevo con lui. I primi mesi della scorsa stagione non sono stati facili, lui ci ha dato tranquillità e ci ha detto di giocare semplici. Questo è il consiglio più grande che ho avuto da lui: quando si è in difficoltà bisogna tornare a giocare semplici, da lì si tornano a fare le grandi cose. Gasperini? Mi ha colpito la mentalità offensiva. Giocare in avanti, mai farsi trovare di schiena e puntare l’uomo. Ti lascia tanta libertà e questo consente di esprimersi al meglio, soprattutto per giocatori come me, che amano tenere il pallone e creare azioni pericolose”.
Soulé su Dybala, Messi e il trasferimento dalla Juve
Poi sul rapporto con Dybala: "Certo, basta guardarlo ogni giorno per imparare. È un esempio. Anche se in certi aspetti rimane inarrivabile: la visione di gioco e i controlli, non li sbaglia mai. Tecnicamente è un campione. Lui mi aiuta tanto in generale, ogni giorno che passa siamo sempre più amici e passiamo sempre più tempo insieme. [..]. Quando siamo in campo è un fratello maggiore, mi trasmette la leadership. Poi quando invece torniamo a casa diventa il migliore amico. Messi? Le immagini del riscaldamento della sua ultima partita con la nazionale in Argentina, il fatto che lui si metta a piangere, mi ha toccato tanto. Li realizzi che sta finendo un’era, è che è già diventato così tanto grande. Da quando ho ricordi io l’ho sempre visto, in ogni partita. Quindi ti domandi se vedrai qualche altro extraterrestre come lui, sta finendo un’era di tanti grandi giocatori. Posso solo ringraziare di essere nato in tempo per averla vissuta. Il passaggio dalla Juventus alla Roma fu un po’ complicato. C’era incertezza. La Juve voleva mandarmi via, ma all’estero non in Italia. Allora dopo un po’ di discussioni dissi loro “se volete mandarmi via quantomeno lasciatemi la possibilità di scegliere” e io volevo venire alla Roma a tutti i costi. Ho parlato con De Rossi che mi ha tranquillizzato e convinto".