“Destro, sinistro, Mati Soulé”: l’esultanza da pugile e la promessa mantenuta al rapper Ince  

L ’argentino ha festeggiato così la rete siglata contro il Verona, che ha chiuso la sfida
Lorenzo Scalia
3 min

Istinto puro. È quello che ci ha messo Matias Soulé per realizzare un gol “sporco”, ma di un peso specifico enorme per una Roma che rischiava di non chiudere la pratica Verona. L’argentino ha segnato per la prima volta all’Olimpico in stagione, confermandosi imprescindibile, soprattutto quando manca Dybala. Nonostante i crampi, il numero 18 ha risposto presente nel momento della verità, sfruttando un rimpallo creato dall’incursione in area di Koné. Questa rete non sarà da cineteca, ma dimostra la capacità di Soulé di essere decisivo, anche quando le gambe non girano al massimo. «Sono molto contento. Non è stata una partita facile. Bisogna prendere i punti, quindi sono felice di aver fatto all’Olimpico il primo gol», ha dichiarato a fine partita, con il sorriso di chi sa di aver fatto la differenza.

Un'esultanza speciale

Il gol non è stato solo un momento di liberazione per la Roma, ma anche l’occasione per Soulé di mantenere una promessa. Zoppicando si è diretto verso la Curva Nord e poi, dopo aver scavalcato i cartelloni pubblicitari con qualche difficoltà, ha mimato con i pugni un “destro, sinistro” in stile boxe. Infine si è lasciato andare a un «vamos» liberatorio. Un’esultanza dedicata al rapper Ince, che gli aveva chiesto di celebrare la prossimo gol citando il ritornello della canzone a lui dedicata. «L’esultanza con il destro-sinistro? Sì, ho avuto un po’ di crampi, però va bene, ho fatto l’esultanza che avevo promesso», ha confermato l’attaccante, sottolineando il suo legame con il mondo che lo circonda.

I numeri

IIl secondo centro in campionato di Soulé ritocca i suoi numeri. Le statistiche parlano chiaro: tra i giocatori che hanno segnato almeno sei reti e servito almeno sei assist in Serie A nel 2025, solo Nico Paz del Como (classe 2004) è più giovane di lui. Contro il Verona, poi, Soulé sembra avere un feeling particolare: tre gol in carriera contro gli scaligeri, record personale condiviso solo con il Cagliari. La sua capacità di incidere, anche in condizioni fisiche non perfette, lo rende un punto fermo di una squadra che, come ha sottolineato lui stesso, deve difendere in blocco: «Noi attaccanti siamo i primi a difendere, è quello che ci chiede Gasperini. Dobbiamo continuare su questa strada. Tutti dobbiamo difendere, poi i gol arrivano». Gasperini, comunque, non ha esitato a sostituire Soulé subito dopo il raddoppio, inserendo El Shaarawy nei minuti finali per preservare le energie del baby argentino, visibilmente affaticato, in ottica del doppio impegno contro Lilla e Fiorentina. Una scelta che testimonia la fiducia dell'allenatore nell’intero collettivo, ma anche l’attenzione verso un talento che sa come cambiare le partite.


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