Dybala e la Roma, si tratta sul rinnovo: ipotesi quattro anni, tutti i retroscena
Solamente le bugie e i prodotti alimentari hanno una data di scadenza. I rapporti di fiducia no, quelli potrebbero durare in eterno, soprattutto quando sono alla base di amori autentici. Quello tra Dybala e la Roma è scoccato come una scintilla nell’estate in cui la società, dopo aver festeggiato la Conference, decise di alzare l’asticella tecnico-emotiva di un ambiente che aveva riscoperto la disarmante bellezza di realizzare un sogno. Cosa volete che sia un accordo lavorativo quando un ragazzo, agli occhi della gente, non è più soltanto un calciatore ma si eleva al rango di simbolo? Paulo è il dieci che la Roma non aveva dai tempi di Totti, è la fantasia al potere, è la garra argentina nei momenti di fiacca, ma è anche la fragilità da proteggere, quella che nei momenti in cui si manifesta ti fa dire “ne vale davvero la pena?”. A Trigoria sono convinti che sì, investire ancora sulla Joya sia la mossa giusta. Ecco perché oggi comincia un mese non banale: il rinnovo del contratto che terminerebbe a giugno potrà essere discusso, intavolato e limato nei suoi dettagli in queste prime settimane di ottobre.
La volontà di Dybala e la mossa della Roma
Una cosa è certa: Dybala, 199 gol nei professionisti e secondo miglior marcatore in attività della Serie A dietro Immobile, vorrebbe chiudere la propria carriera a Roma, magari dopo aver brillato in un altro Mondiale e conquistato la Coppa America con l’Argentina, il trofeo che ancora gli manca. Proprio ieri ha annunciato che diventerà papà di una bambina: vorrebbe crescerla in una città che ormai ha imparato a chiamare casa. Appena dopo la sosta, o comunque entro la fine del mese, il suo agente Carlos Novel farà tappa nella Capitale per incontrare di persona Massara e Ranieri. Nel frattempo, Paulo continua ad avere un rapporto costante con il direttore sportivo, che segue ogni suo passo nel percorso di recupero. Se, da una parte, la Roma vede in Dybala un punto di riferimento non soltanto sportivo (è ancora il più richiesto dagli sponsor e allo stadio la sua maglia è la più indossata), dall’altra si interroga da settimane sulla proposta più adatta affinché questa storia possa continuare in modo sostenibile. Immaginare un rinnovo alle cifre attuali - 8 milioni netti - è fantascienza vista la necessità giallorossa di abbattere il monte ingaggi in virtù degli impegni presi con l’Uefa. Dybala lo sa bene e avrebbe già manifestato la disponibilità a percepire una cifra inferiore, puntando magari su un prolungamento di tre o quattro anni fino a trasformare il prossimo contratto in una sorta di accordo a vita. Questa disponibilità è apprezzatissima a Trigoria.
Dybala, c'è voglia di ripartenza
Prima di sedersi al tavolo per parlare di cifre, però, Dybala vorrebbe dare risposte sul campo a questo avvio di stagione in chiaroscuro. Ad agosto si è fermato per gestire il fastidio alla cicatrice dell’operazione di marzo al tendine d’Achille, ma a Pisa ha deciso la partita nella ripresa. Alla prima da titolare, però, si è fermato (lesione alla coscia), saltando già il derby, il debutto in Europa, il Verona e certamente anche Roma-Lilla di domani. Da quattro giorni lavora insieme a un preparatore sgobbando in doppie sedute ad altissima intensità. Si sente bene, fosse per lui giocherebbe già domenica a Firenze, Gasperini e il suo staff però gli hanno chiesto di avere pazienza. Lo vogliono al meglio, sapendo che quel talento straordinario («il giocatore con maggiore qualità della squadra» per Gasp) potrà essere utile soprattutto nella fase clou della stagione, quella che va da metà ottobre a gennaio/febbraio. È qui che si decide il destino di un club ed è proprio in questa fase che Dybala scriverà il proprio futuro.
