© AS Roma via Getty Images

Roma, la condanna alle invenzioni

Leggi il commento sui giallorossi di Gasperini
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

5 min

Pubblicato il 20.10.2025, 09:28

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La Roma non conosce mezze misure, e così non si campa bene. Non è questa, però, la nota più stramba dell’intera faccenda. Andiamo con ordine. La Roma o vince oppure perde, non pareggia mai. Nove partite ufficiali in stagione: sei vittorie e tre sconfitte. Con un andamento singolare: quattro trasferte e altrettante vittorie; i tre ko tutti allo stadio Olimpico (e per zero a uno; due su due in campionato al ritorno dalla sosta: c’è un nesso logico?). Roma squadra da trasferta, perciò? Roma, in realtà, squadra tutta da decifrare, ancora da definire, priva di un rendimento equilibrato e, soprattutto, con un enorme problema: il gol. Più in casa che lontano dalla Capitale, a livello numerico, visto che le tre partite che ha chiuso senza segnare le ha giocate davanti al pubblico amico.  

Ce n’è per tutti i gusti, in sede di analisi. Le sette reti all’attivo in sette gare di campionato sono un’autentica miseria. E questo aiuta a spiegare come mai Gian Piero Gasperini stia ripetutamente cercando (talvolta esagerando, ma perché obbligato…) di trovare soluzioni offensive che possano consentire alla squadra di ovviare ai limiti confezionati da punte spuntate e/o da due attaccanti centrali che non ne fanno mezzo. Dovbyk sembra addirittura peggiorato rispetto alla passata stagione (complicatissimo riuscirci…): non segna (più) su rigore, non segna a porta vuota e ha ricominciato a centrare lo specchio tra i tre pali avversari una volta ogni due partite. Un pessimo stato dell’Artem. Un salto in basso, il suo, che trova pochi precedenti. Gasp sta cercando di tenerlo a galla con tutto se stesso, bastone e carota, ma le risposte dell’ucraino sono sistematicamente negative. Ferguson è uno dei tanti (troppi) non pervenuti tra i nuovi acquisti

Allargando il discorso, emerge in maniera chiara che la Roma di Gasperini non potrà mai giocare come l’Atalanta di Gasperini. Almeno fino alla prossima sessione di mercato e dintorni, a essere ottimisti. Per un paio di motivi molto semplici: primo, perché quella Atalanta ci ha messo anni prima di giocare come voleva Gasp; secondo, perché Gasp a Roma non ha gli uomini che aveva a Bergamo. E qui si parla di qualità, di tecnica, di personalità, di attitudine. 

Eh, ma la Roma non gioca in maniera gasperiniana... Eccolo, il ritornello critico più gettonato. Giusto, inevitabile. Come era possibile pensare, però, che nel giro di tre mesi e poco più la Roma potesse far vedere ciò che l’Atalanta ha mostrato dopo anni di lavoro, di addestramento, di azzeccate scelte di mercato, di vittorie e anche di sconfitte? Non a caso, Gasperini ha tenuto a mettere (a modo suo) le mani avanti: devo uscire dalla mia comfort zone, ha sentenziato. Come dire: non ho la gente adatta per fare il mio calcio. Da qui le continue “invenzioni”. Si lamenta senza lamentarsi platealmente, insomma. Per ora. Lo fa con i fatti, con le scelte non con le parole. Ha chiesto per mesi giocatori (in attacco, soprattutto) con determinate caratteristiche ma il suo appello è rimasto inascoltato. Avrebbe voluto salutare prima dell’inizio del raduno un sacco di gente che invece sta ancora a Trigoria e da lui si pretende il “miracolo”? I 15 punti in 7 partite di campionato, considerando la qualità complessiva e la prolificità praticamente nulla degli attaccanti, rappresentano già per conto loro un (mezzo) miracolo.  

Eh, ma la Roma raramente non gioca male… Lo abbiamo sentito dire (o letto) anche durante la sosta con la squadra prima in classifica e con una difesa impenetrabile, frutto (secondo i profeti del volemose male) di un esagerato Fattore C. Una Roma realmente di Gasp, pensateci, non avrebbe mai fatto il fuorigioco a metà campo con la palla scoperta… E ogni riferimento al gol di Bonny è puramente voluto. Proponiamo, per il piacere del dibattito, qualche domanda: la Roma attuale ha un attaccante come Lookman, Muriel o Ilicic? Ha un centravanti come Retegui, Hojlund, Zapata o Scamacca? Ha esterni muscolari e di passo lungo? No. Impossibile, quindi, pretendere di ammirare una Roma già in stile Atalanta se non ha (ancora) uno straccio di bagaglio tecnico simile a quello che riempiva lo spogliatoio di Bergamo.  

Il tempo per migliorare (almeno quello…) non manca: sarà importante, però, smettere di sbagliare prestazioni e, soprattutto, fare parecchi gol in più. Sembra facile con quei due lì davanti… 

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