Bruno Conti: "De Rossi leader, il Genoa lo amerà"

Anche l'icona della Roma ha giocato nei rossoblù: "Ha un pezzetto del mio cuore perché mi ha aiutato ad avere la carriera che poi c’è stata"
Chiara Zucchelli
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INVIATA A GENOA - Quando Bruno Conti, cinquant’anni fa, indossò per la prima volta la maglia del Genoa, Daniele De Rossi non era neppure nei pensieri dei suoi genitori. Oggi, invece, è l’allenatore di quel club che, dice Conti, «ha un pezzetto del mio cuore perché mi ha aiutato ad avere la carriera che poi c’è stata».  

Può aiutare anche quella di De Rossi? 
«Dani è già un allenatore importante, un leader carismatico e sono sicuro che farà benissimo in una piazza che sembra cucita su misura per lui. Ci metterà poco ad entrare in empatia con i ragazzi anche perché la squadra è buona e ha tutte le possibilità di fare bene».  

Nel gruppo c’è anche Stefano Sabelli, uno dei tanti scelto da lei per il vivaio di Trigoria e allenato da De Rossi padre.  
«La vita a volte fa dei giri strani, senza dubbio, ed è bello vedere un altro nostro talento che ormai da tempo gioca in Serie A. Stefano è un bravissimo ragazzo, si troverà bene con Daniele».  

Perché per lei Genova fu così speciale? A distanza di cinquant’anni ne parla con molto affetto.  
«Dopo il primo anno in cui dalla B passammo alla A, fui richiamato quando Pruzzo passò alla Roma e il Genoa chiese ad Anzalone di inserirmi di nuovo nella trattativa: “Un altro anno di prestito o niente”, dissero. È una piazza che vive di calcio, un po’ come la nostra, e quindi è facile immedesimarsi. Io ho trascorso due anni che mi hanno formato molto, poi sono tornato definitivamente a casa, e li ricordo con affetto e riconoscenza. Spero che Dani possa fare bene, anzi benissimo. Gli auguro tutte le migliori fortune».  

E chissà che un giorno non torni a casa anche lui. 
«L’importante è che adesso faccia il suo percorso, noi lo seguiremo con affetto , ripeto, gli auguro tutta la fortuna del mondo».  


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