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Roma, giusto una sbirciatina

Leggi il commento sui giallorossi di Gasperini primi in classifica
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 10.11.2025, 08:32

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Vietato guardare la classifica. Ma come: proprio adesso? Sì, proprio adesso. Complicato, in certi casi, non cedere alla tentazione di dare uno sguardo al volo. Anche solo una sbirciatina e via. Nulla di clamoroso, per carità: giusto il tempo di rifarsi gli occhi. Complicato non sgarrare, però meglio evitare. Per non perdere il filo del discorso. Perché non è questo il momento di fare i conti, e non è assolutamente neppure il momento di buttare giù tabelle. La tabella porta zella, ricorda il proverbio. Impossibile (e forse anche ingiusto) non godersi il momento, però. Ci mancherebbe altro. Perché la vita è adesso, e adesso va goduta. E perché, si sa, del doman non v’è certezza. Ma in un campionato strambo, bislacco, imprevedibile come questo, meglio restare sul pezzo anche durante la sosta. Se non altro ricordando quanto di brutto è accaduto alla ripresa del campionato dopo i due stop precedenti.  

La Roma, all’alba della terza sosta stagionale, ha già giocato 15 gare, tra campionato e coppa europea. Il bilancio parla di 10 vittorie, 0 pareggi e 5 sconfitte. Otto successi su undici in campionato, con la miglior difesa del torneo (5 reti al passivo). Tanta roba. Numeri che, probabilmente, non danno l’esatta misura della forza (e forse anche dei limiti) della squadra di GPG. Micidiale in trasferta, più macchinosa all’Olimpico. L’assenza di pareggi sta lì a testimoniare la mancanza di un equilibrio di rendimento. Forse. Gian Piero Gasperini, più per obbligo che per scelta, finora ha provato mille soluzioni, ha sperimentato altrettante situazioni tattiche però non ha ancora intercettato la ricetta della felicità. Ma se la Roma sta lassù, il merito è quasi esclusivamente suo. Roma a marchio GPG. Contro l’Udinese ha tatticamente confermato la Roma vista in Scozia, quella con Pellegrini e Soulé alle spalle di Dovbyk. Il tentativo di dare continuità al recente passato legato alla reiterata mancanza di tre giocatori per il reparto offensivo. Un tentativo durato meno di un tempo, però, per via del ko di Dovbyk, sostituito da Baldanzi. Nessun centravanti di ruolo, in campo. Tridente leggero, anzi leggerissimo. Roma comunque in vantaggio al fischio d’intervallo grazie al calcio di rigore firmato da Pellegrini. Partita “sporca”, fisica, duelli e contrasti a volontà, un legno di Cristante, scintille e colpi proibiti in ogni angolo del campo tra l’ex Zaniolo e Hermoso. Quando nella ripresa si è giocato maggiormente a pallone la Roma, a modo suo, ha dominato la scena e ha chiuso il discorso con Celik, al termine di un’azione da play-station, su assist di Mancini. Già, Mancini sistemato da Gasp quale centrale di destra per aumentare la costruzione del gioco anche attraverso un difensore. Una brillante invenzione del tecnico. Roma dominatrice a modo suo, cioè, con grande intensità atletica (alla faccia dell’impegno del giovedì), personalità e consapevolezza della propria forza. 

In tribuna a seguire lo spettacolo messo in scena da Gasperini ieri c’era anche Ryan Friedkin, chiamato in gennaio a migliorare la squadra. Vista la situazione sarebbe triste non farlo. Giusto? L’Olimpico, intanto, fa festa e canta… 

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