Roma, più Gasperini di così
Più inventore che mago, forse. O un po’ l’uno e un po’ l’altro, perché per fare magie occorre essere bravi (anche) a inventarsi cose talvolta impensabili. Oppure semplicemente Gian Piero Gasperini. Che nella Capitale sta dimostrando (confermando, anzi) di essere un autentico maestro. Lo dicono i numeri della classifica; lo confermano le analisi delle prestazioni della Roma. Con invenzioni (magie?) a raffica che hanno convinto anche il più scettico degli scettici. Roba naturale, però, per uno come lui abilissimo nel materializzare i miracoli. Sono abituato a fare così, perché vi meravigliate? Non mi avete chiamato per questo? Obbligato a lavorare in emergenza, a far magie e/o a inventarsi ogni volta numeri a colori, Gasp ha saputo avere (ancora una volta) la meglio su una realtà complicata assai, sfornando a ripetizione colpi da fuoriclasse.
Come Wesley, una vita trascorsa sulla fascia destra, spostato dall’altra parte con risultati strepitosi in termini di contributo alla causa. Come Hermoso, che da turista per caso nella Capitale è tornato a essere un mastino (si dice così, vero?) a tutto campo, destra o sinistra no problem. Come Cristante, usato un po’ da mediano, un po’ da trequartista e addirittura un po’ anche da difensore centrale di destra. Per mesi siamo andati avanti a fare paragoni tra quell’Atalanta scintillante e la nuova Roma, ma oggi nessuno si scandalizzerebbe se De Roon venisse definito il Cristante della Dea. Giusto?
Come Mancini, che da centrale dei centrali è diventato il “braccetto” a destra e, se necessario, anche a sinistra. Con licenza (obbligo?) di assumere i connotati del mediano, dell’intermedio e se capita pure del rifinitore. Come N’Dicka, ex centrale di sinistra ora perennemente al centro della difesa a tre. Come Celik, stabilmente esterno a destra dopo aver vissuto settimane e settimane da difensore centrale. Da precario a intoccabile, con il marchio GPG. Come Baldanzi, impiegato da centravanti pur non essendo mai stato (e mai lo sarà) un centravanti. Da esubero (scarto?) a risorsa in più. Ci fermiamo qui, gli esempi potrebbero essere anche altri (il nuovo Soulé, ad esempio, dove lo mettiamo? E il Dybala multiservice, se abile e arruolato?) ma non aiuterebbero a spiegare in maniera più esaustiva che, in realtà, Gasperini ha plasmato una Roma dalle mille facce pur avendone sempre e soltanto una. È la bravura, bellezza…
E a questo soggetto calcistico, GPG ha dato forza e coraggio. Forza nelle gambe e coraggio nella testa. La Roma non corre: vola. E la squadra ha piena consapevolezza delle proprie qualità: non si nasconde, ci prova e se necessario ci riprova. Un mix che la aiuta a sfoggiare un botto di personalità su ogni campo. Con la sensazione, netta, che il meglio deve ancora venire perché la squadra fa ogni volta un piccolo passo in avanti. Segno che il processo di crescita non si è ancora completato. A occhio e croce, se la Roma ha svoltato (cit GPG) probabilmente non l’ha ancora fatto in maniera completa. Dove non arriva il gruppo, arriva Svilar. Ti pare poco…
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