Caos Coppa d'Africa, la Roma chiama la Fifa: la richiesta per tenere N'Dicka e El Aynaoui
La Roma ha il mal d’Africa e non riesce a farselo passare. «Non abbiamo certezze», ha detto ieri uno sconsolato Gasperini rispondendo alla domanda che da giorni mette in ansia Trigoria: Evan N’Dicka e Neil El Aynaoui, due punti di riferimento della squadra ma anche delle nazionali di Costa d’Avorio e Marocco, saranno disponibili per la prossima partita di campionato contro il Como oppure già oggi, a Cagliari, dovranno salutare la Serie A con la prospettiva concreta (viste le ambizioni in Coppa d’Africa delle due selezioni) di saltare le prossime 6 o 7 giornate? È una corsa contro il tempo, è una complessa partita diplomatica, è una sfida al potere costituito. Non è soltanto una questione di dettagli o di bagagli, perché avere o non avere due titolari (uno inamovibile, l’altro è il dodicesimo di Gasp) fa la differenza in un periodo complicato come questo, nel bel mezzo di un tour de force che porterà la Roma a giocare 10 partite in 40 giorni, potenzialmente (coppe incluse) addirittura 30 da qui a marzo, quando il campionato si fermerà di nuovo per lasciare spazio ai playoff Mondiali.
L'invito
La Coppa d’Africa, ancora una volta, irrompe sulla scena del calcio internazionale come un elefante dentro una cristalleria. Con i calendari congestionati e l’allarme infortuni che ormai non conosce più confini né pause, i calciatori convocati per il torneo saranno costretti a viaggi transoceanici e a nuove dosi di stress da gestire, oltre che accumulare quella fatica che poi inevitabilmente riporteranno nei loro club, dovendosi pure gestire in vista del Mondiale di giugno. La Roma non può chiaramente risolvere da sola il problema, però nei giorni scorsi ha chiesto alla Fifa di poter quanto meno ritardare di 24-36 ore la partenza dei due calciatori interessati. Il motivo è piuttosto semplice: la data di rilascio degli atleti è fissata al 15 dicembre, giorno di Roma-Como. Sarebbe bastato prevedere una fattispecie: per chi scende in campo nel “monday night”, in Italia come in altri Paesi d’Europa, la scadenza slitta al 16. Ma non è stato fatto. La Fifa, in un comunicato ufficiale, ha invitato club e federazioni a «tenere discussioni bilaterali in buona fede per trovare soluzioni individuali adeguate» e ha pure sottolineato che, «nei casi in cui permanga una controversia sul rilascio dei giocatori, la Fifa, nel mediare tra le due parti, applicherà linee guida che tengano conto delle circostanza di ciascun caso, inclusi fattori relativi al calendario delle partite».
Le ore decisive
La Roma già nell’ultima finestra internazionale aveva avuto colloqui complicati con la nazionale della Costa d’Avorio, che voleva N’Dicka per le ultime amichevoli di preparazione al torneo. Il difensore, però, aveva un problema alla caviglia e alla fine è rimasto a Trigoria per guarire e fare prevenzione. Così ora la federazione ivoriana sembra essersi irrigidita, vista anche la centralità di Evan nel progetto del ct Emerse Faé. Anche con il Marocco sono in corso dialoghi. Ma le due situazioni non si risolveranno tanto facilmente senza l’intervento della Fifa, chiamata dunque a esercitare quel ruolo di mediazione che la struttura guidata da Infantino si è auto-attribuita. Sono ora decisive e forse già nelle prossime 48 ore Zurigo dirimerà in un senso o nell’altro la controversia. La sensazione, comunque, è che N’Dicka ed El Aynaoui, anche per timori legati a possibili infortuni, giocheranno a Cagliari e poi a Glasgow non proprio serenissimi.
