Dybala, mai tre panchine di fila: lui vuole rimanere ma la Roma gli chiede i gol

L’argentino diventerà papà a inizio marzo e vorrebbe mettere radici in giallorosso. Ma l’accordo è in scadenza
Giorgio Marota
4 min

Gli sguardi alle volte possono farsi carne, nascondendo oppure mostrando quei sentimenti sempre difficili da esprimere a parole. Basta mettere a confronto il riscaldamento gioioso di Dybala contro il Cagliari, fatto di risate e sorrisi, e quello di pochi giorni dopo a Glasgow, serioso con gli occhi tristi, per rendersi conto che la panchina di giovedì sera qualche scoria l’ha lasciata. Tre esclusioni consecutive per scelta tecnica Paulo non le aveva mai subite da quando gioca per la Roma. Fin qui, semmai, erano stati sempre gli infortuni a limitare il suo sconfinato talento. I problemi non sono mancati neppure in questa prima parte di stagione, cominciata con i postumi dell’operazione al tendine della coscia sinistra e proseguita a intermittenza con due lesioni muscolari che comunque non gli hanno impedito di raggiungere i 200 gol (ora è a 201) e i 100 assist in carriera. Quando Gasperini, alla vigilia di Celtic-Roma, ha detto «è in grado di giocare 90 minuti e sta bene», ha certificato che il gradimento è stato l’unico parametro utilizzato per la scelta dell’undici. Dopo il Napoli e il Cagliari, Dybala è rimasto fuori pure col Celtic, subentrando al 70’. L’allenatore gli ha preferito un attaccante che fino a due sere fa aveva segnato solamente un gol in tutto il 2025. “Chi gioca a Como?” è già la domanda dell’anno. Ferguson si è appena sbloccato e Dybala viene da un periodaccio. 

Il futuro di Dybala e quella promessa...

Paulo ha anche il contratto in scadenza come Pellegrini, El Shaarawy e Celik, ma so lamente con il turco il ds Massara avrebbe avviato dei colloqui, muovendosi pure per Mancini e Cristante che hanno un accordo fino al 2027. Un chiaro segnale di priorità. La strategia della Roma è quella del rinvio dei discorsi alla fine del mercato, forse con la consapevolezza che nessuno in Europa possa avvicinarsi allo stipendio da 8 milioni netti percepito dalla Joya. E pensare che solo pochi mesi fa c’era chi prometteva di aprire la trattativa per un triennale entro la fine di ottobre. L’appuntamento è saltato e non è stato più ricalendarizzato. Il viaggio a Roma del suo agente, Carlos Novel, non è avvenuto perché nessuno da Trigoria gli ha mai chiesto di fare i bagagli e partire. A Dybala, che a inizio febbraio sarebbe libero di firmare per un altro club, le opzioni non mancherebbero: da Buenos Aires arriva un appello al giorno a sposare la causa del Boca, negli Usa sanno che l’MLS, dopo l’approdo di Messi, è diventato un torneo attrattivo l’Arabia si è già avvicinata al calciatore nell’agosto del 2024. La promessa di rivedere e spalmare quell’accordo a salire, diventato insostenibile per un club nella morsa del fair play finanziario, non è mai stata mantenuta dalla Roma: così si è arrivati allo stallo. Affinché Dybala possa restare ora dovrebbero verificarsi almeno due condizioni: l’accettazione di uno stipendio almeno dimezzato (il calciatore si è già detto disponibile a trattare) e un rendimento decisamente più convincente con almeno tre mesi ad alto livello. Nel frattempo, a inizio marzo diventerà padre di una bambina, che anche sua moglie Oriana vorrebbe far crescere a Roma. Dicono che le radici profonde non mettano mai in dubbio che la primavera, prima o poi, arriverà. 

 

 


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