Roma, ora la doppietta sul mercato
Divieto di sosta. Vietato fermarsi, per carità. Gian Piero Gasperini, parlando del mercato che verrà, è stato chiarissimo, lapidario: dovremo fare assolutamente qualcosa per migliorare la Roma e avere così la possibilità di aumentare il nostro rendimento. Chi pensava che, con due gol scozzesi di Evan Ferguson in banca, GPG avrebbe abbassato la guardia ha commesso un grave errore. Lui non molla, ci mancherebbe altro. Raddoppia, in realtà. Gli mancano due attaccanti, dalla passata estate. E il suo parere sulla rosa non è cambiato nel corso dei mesi. Una doppietta da centravanti vero di Ferguson non può bastare a Gasp per annunciare la cancellazione, la fine dei problemi in attacco; e, soprattutto, non azzera le sue aspettative. Anzi, il contrario. Mai restare a guardare se si può perfezionare il gruppo, il suo diktat alla proprietà e alla direzione sportiva del club. Ciò che non è stato possibile fare nella sessione estiva del mercato, dovrà essere fatto in gennaio: ecco il piano di Gasp. Tanto, troppo? Dipende dalle ambizioni che si hanno, al di là della fattibilità delle operazioni. Ma, prima o poi, anche il tecnico dovrà essere accontentato. O no?
Complicato dargli torto, analizzando l’intero cammino stagionale della Roma e non soltanto la partita in casa del Celtic. Una singola gara non può (e non deve) dare assicurazioni, regalare garanzie sul futuro: ecco perché Gasp non ha perso occasione per (ri)lanciare il suo grido di dolore. Perché, dando per scontato che Ferguson sia un giocatore che sa fare certe cose, all’appello mancano almeno altri due elementi dal gol facile. Siamo ancora in attesa di collegarci con il Dovbyk formato Spagna, ad esempio, e probabilmente Gasp si accontenterebbe pure dell’Artem della passata stagione, quello dei 17 gol complessivi. Ma di quel centravanti non si hanno (più) tracce. Meglio tentare di cambiare radicalmente. Serve intervenire sul mercato, al di là di tutto e tutti. Se i Friedkin hanno realmente ambizioni serie, devono trovare il modo per migliorare la squadra attuale, partendo proprio dall’attacco.
E magari completando la batteria degli esterni di centrocampo/difesa dopo il flop di Tsimikas. In attesa di novità, ecco spuntare all’orizzonte della Roma la sagoma del Como di Cesc Fabregas, reduce dalla mazzata rimediata in casa dell’Inter. A sorpresa, va aggiunto. Il Como prima e la Juventus dopo, ci diranno - alla vigilia di Natale - che avvio di 2026 dovremo aspettarci in campionato dalla Roma. Due scontri più meno diretti per il quarto posto prima del via della sessione invernale di mercato. Nel giro di un mese, in sintesi, la Roma saprà. Saprà per cosa dovrà giocare; saprà con chi potrà giocare. Aspettando il Como, Gasperini sta studiando soluzioni da proporre quando El Aynaoui e N’Dicka, convocati con le rispettive nazionali per la Coppa d’Africa, non potranno essere impiegati. E la faccenda rischia di allungarsi, presumibilmente, fino alla fine gennaio o giù di lì. Occhio all’ipotesi di Cristante tra i tre centrali di difesa, e promozione di Pisilli accanto a Koné in mezzo al campo. Gasp si fida più di Bryan adattato che di Ghilardi o Ziolkowski, ma non lo dirà mai (pubblicamente).
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