Il preparatore svela i segreti di Soulé: “Lui e Sinner hanno una cosa in comune…”

Parla Guido Viggiano che cura corpo e mente dell’argentino. Ecco cosa ci ha raccontato
Jacopo Aliprandi
4 min

L ’arma in più di Matías Soulé non è soltanto la qualità che ha nei piedi, ma anche chi lo aiuta ogni giorno a non porsi limiti e a spingersi sempre oltre, sul piano atletico e mentale. Quest’arma si chiama Guido Viggiano: fisioterapista, osteopata e anche allenatore. Argentino come lui, segue Matías da quando aveva appena 16 anni. Quest’anno la “Joyita” gli ha chiesto uno sforzo enorme: trasferirsi nella Capitale per lavorare quotidianamente al suo fianco e accompagnarlo nel percorso di crescita. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: oggi Soulé è uno dei punti di riferimento della Roma. «Il mio lavoro consiste in parte nel mantenerlo sempre al top e anche nel cercare di potenziare tutte le sue capacità fisiche, lavorando al di fuori dell’orario di allenamento», ci ha detto Viggiano.

Che tipo di lavoro svolgete insieme? 

«Le sessioni di allenamento dipendono sempre da quello che ha fatto a Trigoria e da come si sente. In questo momento sta lavorando molto bene sulla parte fisica con Gasperini e, con tante partite consecutive, a volte è difficile fare anche il doppio turno in palestra. Per questo mi concentro soprattutto sul recuperarlo al 100% in vista della partita successiva e, quando c’è tempo e possibilità, cerco di potenziarlo con lavori specifici in palestra». 
 
Questo lavoro sta contribuendo a farlo esprimere al meglio. 
«Matías ha capito il suo vero potenziale e sa che deve continuare a lavorare sodo per trovare la versione migliore di sé. Per questo mi ha portato a vivere qui: ogni giorno facciamo qualcosa in più, che sia palestra, osteopatia, lavoro neurocognitivo o metodi di recupero. In gran parte sono cose che facevamo già l’anno scorso, ma oggi in modo continuo e senza interruzioni». 
 
In cosa consiste il lavoro neurocognitivo? 
«Prima di ogni partita svolgiamo un warm-up neurocognitivo con luci, colori e altri materiali. Questo crea nuovi percorsi neurali e rafforza le connessioni esistenti tra i neuroni, sviluppando la capacità di percepire, analizzare, decidere e agire rapidamente. Per intenderci, è lo stesso tipo di lavoro che svolge anche Sinner prima di ogni match di tennis». 
 
Un doppio lavoro, tra Gasperini e lei, che sta dando i risultati sperati. 
«Credo anche che il ritmo alto delle partite gli stia facendo molto bene. È un giocatore che, con i minuti in campo, dimostra ciò che può dare alla squadra e, con la fiducia dell’allenatore, sta crescendo in modo esponenziale. Con Gasperini sta facendo un lavoro fisico formidabile, che si riflette nella forma e nell’intensità di gioco. Se non sei al top fisicamente, è molto difficile giocare con lui. È uno di quegli allenatori che chiede sempre qualcosa in più ai suoi giocatori. Anche se Mati sta attraversando un ottimo momento dal punto di vista fisico, credo che si possa sempre pretendere ancora di più, perché ha tutte le carte in regola per diventare un fuoriclasse mondiale». 

Qual è il vostro obiettivo? 

«Prima di tutto, essere sempre al top in partita per vincere e salire sempre più in alto. Dal mio punto di vista, oggi la Roma sta crescendo a passi da gigante: è solida in tutte le linee e in tutte le fasi di gioco. Ho molta fiducia che quest’anno potremo vincere qualcosa, è ciò che questa squadra mi trasmette. So che è un sogno e un desiderio di Mati e che sta lavorando al 200% per dare il massimo, da qualsiasi posizione gli venga assegnata». 

 

 


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