Roma, emergenza infortuni: dopo Koné e Dovbyk si fermano anche Robinio Vaz, Venturino ed Hermoso

In vista della sfida con il Cagliari, il tecnico Gasperini rischia di fare i conti con l'emergenza
Jacopo Aliprandi
3 min

Non c’è tregua, non c’è silenzio, non c’è pace. A Trigoria l’unico reparto che lavora a pieno regime è l’infermeria, sempre più affollata e sempre più protagonista di una stagione che sembra accanirsi contro la Roma. Ogni giorno una notizia, ogni allenamento un brivido, ogni bollettino medico una nuova ferita aperta. Gasperini stringe i denti, ma la lista degli assenti continua ad allungarsi. Ai lunghi stop di Koné e Dovbyk, già macigni pesanti sull’economia della squadra, si aggiunge ora l’ennesima tegola: Robinio Vaz. L’infortunio arriva in allenamento, quasi beffardo, e racconta di una lesione di primo grado al soleo della gamba sinistra. Tradotto: due o tre settimane di stop, tempo prezioso che vola via mentre il calendario incalza e la Roma è chiamata a non perdere terreno.

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Ma non è finita qui. Perché la giornata di lavoro di Gasperini si è trasformata in una corsa a ostacoli. Venturino costretto a fermarsi per l’influenza, Hermoso che esce malconcio con una contusione al piede e ora rischia qualche giorno di stop. Piccoli segnali, certo, ma in un momento così delicato diventano campanelli d’allarme che risuonano fortissimo. E poi ci sono loro, i grandi attesi, quelli che restano ancora ai margini. Ferguson e Dybala continuano a lavorare a parte. L’argentino, però, rappresenta l’unico spiraglio di luce in un cielo che resta plumbeo: domani proverà a rientrare in gruppo, con l’obiettivo chiaro di strappare una convocazione per la sfida di lunedì contro il Cagliari. Non è solo una questione tecnica, è una questione emotiva. Perché quando Dybala c’è, la Roma respira. Gasperini osserva, valuta, resiste. Sa che il momento è complicato, sa che gli infortuni stanno togliendo certezze e continuità, ma non può permettersi alibi. La Roma è ferita, sì, ma non può fermarsi. Anche perché il tempo passa, gli impegni arrivano e l’infermeria, per ora, non sembra avere alcuna intenzione di svuotarsi. In questa stagione, la vera partita si gioca anche lì. E non è ancora finita.

 

 


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